Enza Berardone
Ieri sera a Terranova di Pollino si è tenuto il primo comizio pubblico della lista n.1 ”Il Futuro è qui”, a trasformare, in pochi minuti, lo spazio destinato ad accogliere i cittadini, in una rassicurante ed accogliente agorà è stato il candidato alla carica di sindaco Vincenzo Riccardi, il quale ha saputo trasmettere con pacatezza e fermezza l’entusiasmo, la passione e la determinazione con le quali l’intera squadra intende perseguire gli obiettivi prefissati ed esplicitati nel programma, strutturato negli ultimi mesi.
Dalle parole del capolista si è evinto quanto fosse reale ed autentico l’intento di ridare valore ideologico e progettuale alla politica, la quale si popola sempre più di narcisisti e affaristi, interessati soltanto della propria affermazione a scapito della collettività. La presenza, nella palpitante e suggestiva piazza, di molti giovani ha ridato respiro alla, ormai, sopita speranza di battere nuovi e stimolanti sentieri, di cercare diverse soluzioni ai tanti, troppi problemi, spesso, ignorati o sottovalutati, di cercare un lavoro che li renda liberi e che non sia un mero strumento di sopravvivenza, legato al bisogno e alla necessità. Tanti sono stati i passaggi nei quali hanno trovato diritto di cittadinanza parole quali: crescita, riscatto, senso di appartenenza, cambiamento, confronto civile, etica della responsabilità. L’accorato appello di Riccardi a guardare con occhi nuovi e franchi la politica, intesa come servizio e non come potere, come cassa di risonanza di idee, di possibilità, una politica capace di farsi carico dei problemi dei cittadini è diventato una vera e propria chiamata alle armi della coscienza e della responsabilità. Emblematico, e spero profetico, lo slogan della lista, la vita da reinventare, rimodulare, riempire di sogni, progetti, è qui, tra le mani e nel cuore di questi ragazzi che hanno deciso di trasformare la bellezza in una sorta di finestra, da cui guardare in modo nuovo a politiche che interessino il territorio, alla rigenerazione urbana, alla valorizzazione e tutela dell’ambiente, ad un’economia della cultura e del turismo, perché con la cultura si pensa, si riflette, si inventa, si dialoga, si cresce, si mangia.
Vincenzo Riccardi si è raccontato e ha raccontato una favola nuova, reale, concreta, possibile, ha condiviso con la cittadinanza la sua storia, le sue esperienze, la sua “nostalgia del possibile di cui parla Pavese. È ora che si sperimenti un nuovo modo di stare al mondo, di abitare la complessità, di essere se stessi ed esserlo essendo altri, vivere in modo plurale come plurale è l’Universo. Non esiste umanità che non sia dialogo, empatia, rapporto con gli altri. Nessuno si salva da solo. Vivere non basta, perché la vita non va soltanto vissuta, ma anche pensata e dedicata a qualcosa e a qualcuno. Il futuro è qui ed è qui che sorgerà una nuova alba.

