Comunicato Stampa
Ho sentito dire, anche recentemente, che noi saremmo qui mossi da frustrazione, da rivalsa, che la nostra sarebbe una lista di bocciati e riciclati. Ma lasciatemelo dire, con tutta la serenità e la forza che mi caratterizzano: nulla è più lontano dalla verità.
La verità è che gran parte dei candidati della lista “SiAmo Tolve” si affaccia per la prima volta alla politica attiva. Anche la mia candidatura a sindaca è una prima volta. Non ho mai cercato un ruolo politico prima d’ora. Ho scelto di farlo adesso perché amo profondamente questa terra. Perché non riesco più a restare a guardare la decadenza sociale e culturale che ha investito la nostra comunità. Perché Tolve merita di più.

La nostra lista non è fatta di improvvisati. È fatta di persone straordinarie, competenti, generose. Ci sono due primari, giovani laureati, professionisti, cittadini che hanno a cuore il bene di Tolve e che hanno deciso di mettersi al servizio della comunità. Alcuni sono giovanissimi, con una forza incredibile e una preparazione di altissimo livello: saranno loro il motore della nostra azione amministrativa, se i cittadini vorranno affidarci la loro fiducia.
Si parla spesso del dottor Baldassarre, come se fosse stato “calato dall’alto”. La verità è che siamo stati noi a volerlo fortemente, così come lo ha voluto gran parte della comunità. È un medico amatissimo, che da più di dieci anni lavora a Tolve, entra nelle case, conosce le famiglie, ascolta le persone. C’è un legame profondo tra lui e la nostra gente. Un legame fatto di presenza e di dedizione quotidiana, non di ruoli politici o logiche di potere.
Dall’altra parte si continua a raccontare una Tolve che, semplicemente, non esiste. Parlano di una Tolve idealizzata, lontana dalla realtà quotidiana. Parlano come se fossero ancora i figli del popolo, ma hanno smesso da tempo di rappresentarlo davvero.
Hanno fatto della politica un club ristretto, tenuto insieme da rapporti privilegiati, da favoritismi, da logiche di appartenenza. Il risultato? Una comunità divisa, controllata, spenta. Una Tolve che non dialoga più, che non si riconosce, che ha smarrito fiducia e vitalità.
Dicono di essere i rappresentanti del popolo, ma hanno costruito un sistema che con il popolo non ha più nulla a che fare. Lo hanno escluso, messo da parte. Hanno smesso di ascoltarlo. E oggi chi si oppone a tutto questo viene etichettato come “barone”, come se fosse un tentativo di capovolgere la realtà.
Ma chi sono davvero i baroni? Chi ha trattato il Comune come un fortino? Chi ha distribuito favori invece di garantire diritti? Chi ha messo l’appartenenza davanti al merito?
Quando diciamo “mo basta”, non ci riferiamo a slogan o provocazioni. Intendiamo qualcosa di molto più profondo: basta con la divisione sociale, con la politica delle scorciatoie, con l’immobilismo. Basta con la gestione che ha rallentato, se non fermato, il progresso del nostro paese.
Il cambiamento che proponiamo ha radici forti: è concreto, strutturato su programmi realizzabili, non su illusioni. Abbiamo idee chiare, visione di futuro, progetti pensati per rispondere ai bisogni reali: spazi per i giovani, servizi per gli anziani, centralità delle periferie, rinascita culturale, ascolto costante della cittadinanza.