on. Peppino Molinari
Il 9 settembre 2025 ricorrono i cento anni dalla nascita di Francesco Salerno, per tutti “Ciccio”.

Una figura che ha segnato in profondità la vita politica, sociale e sportiva non solo della provincia di Matera ma di tutta la Basilicata.

Uomo di istituzioni e al tempo stesso uomo di popolo, con il suo stile sobrio e concreto ha saputo lasciare un’impronta indelebile, che ancora oggi viene ricordata con rispetto e gratitudine.

Il politico della mediazione e del bene comune

Avvocato e pubblicista, direttore della Cassa Mutua Coltivatori Diretti, vice presidente dell’Ente Riforma, membro del CdA della Società Meridionale di Elettricità e presidente del Consorzio Industriale di Matera, Salerno ha unito la competenza tecnica a una passione civile che lo ha portato ben presto in prima linea nella Democrazia Cristiana.

È stato più volte segretario provinciale e nel 1970 il primo segretario regionale, proprio quando nascevano le Regioni.

A Pietrapertosa fu sindaco, a Montescaglioso consigliere e capogruppo, sempre con la stessa convinzione: la politica doveva essere strumento per migliorare la vita delle comunità.

Dal 1972 al 1992 fu senatore della Repubblica e nel 1979-80 sottosegretario al Tesoro nel governo Cossiga, con delega alla Cassa per il Mezzogiorno.

In Parlamento diede un contributo importante ai lavori delle commissioni Lavori Pubblici, Agricoltura, Lavoro e Previdenza, Finanze e Tesoro. Politico mite e dialogante, fu stimato anche dagli avversari per la capacità di ascolto e di mediazione.

La sua azione politica fu rivolta in particolare allo sviluppo economico della Basilicata: dalla Val Basento alle infrastrutture rurali, fino alla valorizzazione dei Sassi di Matera, Salerno ha lasciato tracce concrete di impegno per il territorio.
Il presidente del Matera dei sogni
Accanto al politico, resta vivo il ricordo del dirigente sportivo. Dal 1965 al 1987 Salerno fu presidente del Matera Calcio, guidando la squadra in un’avventura esaltante durata oltre vent’anni.

Fu sotto la sua presidenza che i biancazzurri conobbero il periodo più glorioso della loro storia: due promozioni in Serie C e soprattutto la storica promozione in Serie B nel 1978.
Un’eredità che resiste
La scomparsa, il 17 ottobre 1998, lasciò un grande vuoto.

Ma a ventisette anni di distanza la sua memoria resta viva, non solo per le opere politiche e istituzionali, ma per quella capacità tutta salerniana di legare politica, sport e comunità.

Oggi, a cento anni dalla nascita, il ricordo di “don Ciccio” torna ad unire politica, tifosi e cittadini.
La sua vita insegna che con passione, coerenza e concretezza si possono costruire pezzi di futuro.

E forse il miglior omaggio che Matera possa offrirgli è proprio quello di riprendere quello spirito, fatto di amore per la città, per la sua squadra e per la sua gente.
Un’eredità che non appartiene al passato, ma che ancora oggi indica la strada.
