Leonardo Pinto
*MIA MODESTA REPLICA ALLE CRITICHE RELATIVE AL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ALLA XVIII CONFERENZA DELLE AMBASCIATRICI E DEGLI AMBASCIATORI D’ITALIA (FARNESINA, 15 DICEMBRE 2025)*.
Sarà per deformazione professionale, ma affermo convintamente che l’analisi di questioni serie, come le guerre, vada fatta sulla base di elementi oggettivi e non in base ad opinioni, neppure politiche. Diversamente, si diventa faziosi e non si contribuisce a fare chiarezza.
Mattarella, certamente democristiano, nell’intervento di lunedì scorso ha fatto riferimento a fatti oggettivi, tra cui la tragedia di Gaza. Si è inoltre soffermato sulla immodificabilità, tramite la forza militare, dei confini territoriali di un paese sovrano qual è l’Ucraina.
Giova ricordare che la Russia ha riconosciuto l’integrità territoriale dell’Ucraina (inclusi i confini del 1991) più volte, in particolare con il Memorandum di Budapest del 1994.
*Pertanto Putin, Netanyahu e Trump,* con i loro soci e sodali, agendo agendo in violazione della legalità internazionale, ignorando scientemente quanto stabilito da Yalta in poi, per prevenire o far cessare conflitti di guerra, *pretendono di cancellare il diritto internazionale, i principi di diritto affermati dal Tribunale di Norimberga, l’ONU, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Carta delle Nazioni Unite e tutte le convenzioni firmate per garantire la pace.* Per giustificare tale atto criminale, non definibile altrimenti, c’è anche chi si spinge a ritenere legittime le “guerre preventive” contro un potenziale nemico che non ha ancora dichiarato guerra. Semplicemente assurdo.
Come va affrontato e gestito tale quadro ignobile?
Con la forza della ragione per trovare soluzioni umane — non politiche — o con la logica delle appartenenze (o peggio, delle nostalgie politiche) per giustificare crimini contro l’umanità?
Chi è il politico italiano, se esiste, che ha promosso iniziative basate sulla forza della ragione per far cessare concretamente i genocidi in atto?
*Il mio appello è questo: evitiamo sterili discussioni politiche e tifoserie da stadio. Guardiamo in faccia la realtà, facciamo tesoro della storia e cerchiamo di sollecitare i “caproni” (così definibili per i comportamenti politici inconcludenti e omissivi) che siedono nel Parlamento italiano ed in quello europeo. Chiediamo loro di adoperarsi per il rispetto della legalità internazionale, l’unica strada veramente in grado di fermare le guerre in corso ed evitarne di nuove.*
