Angela De Nicola
Ci sono serate in cui la Musica non intrattiene solamente ma lascia emozioni profonde accompagnandosi a belle riflessioni sulla validità della gioventù del nostro territorio.
Ed è proprio una serata di questo genere che si è consumata lunedì 2 febbraio 2026, sotto le neorestaurate volte della Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Melfi, durante un concerto come pochi, incentrato su un repertorio di musica classico-religiosa ed intitolato “Sotto le volte del Sacro”. Protagonisti gli alunni del Liceo Musicale “Flacco-Battaglini” di Venosa (PZ) che si sono cimentati in quello che è un repertorio tipico delle grandi orchestre, di cui hanno saputo degnamente reggere il confronto.
Chi era presente lo ha capito fin dalle prime note: in questo che è il primo di una lunga serie di appuntamenti atti a celebrare i 950 anni della costruzione della Cattedrale – appuntamenti distribuiti lungo tutto il corso dell’anno – è risultata chiara quella che è una grande passione per lo studio della musica classica, una passione quasi assolutizzante in una serata capace di toccare il cuore degli ascoltatori. In più di un’ora di spettacolo, la musica si è fatta linguaggio di storia, di preghiera, di fede, di silenzio interrotti solo dalla magia delle sette note, in un continuo passaggio di concetti ontologici buio-luce, scanditi dall’uso di giochi cromatici che di volta in volta hanno inondato la navata centrale della Cattedrale. Un percorso simbolico che ha coinvolto pienamente l’ascoltatore, rendendolo parte viva di un racconto collettivo.
Il Requiem di John Rutter, affidato all’Orchestra, al Coro del Liceo e alla Corale Diocesana, ha rappresentato probabilmente uno dei momenti più alti della serata. Non tanto per la complessità dell’opera – pure evidente – quanto per la maturità con cui gli studenti, guidati dal prof. Francesco Lisena, ne hanno restituito alla fine il senso più profondo. Un’ esecuzione di ampio respiro e di grande responsabilità portata avanti con rigore e successo. Oltre che al prof. Lisena – che ha presentato al pubblico anche una delle sue composizioni (Ave Maria per Coro e Orchestra) la direzione si è alternata passando di volta in volta ai maestri Gianni Marino, Giuseppe Cantisani e Padre Tony Leva, quest’ultimo altresì compositore di un brano posto all’interno del programma (Ave Verum per Coro e Archi). Un repertorio che nonostante i grandi e diversi nomi inclusi (tra gli altri anche Puccini, Charpentier, Palestrina e Scarlatti) ha avuto il pregio di presentarsi come unitario e continuativo, complice anche la narrazione misurata e sensibile a cura della prof. Eleonora Claps che ne ha intervallato i diversi passaggi.
Particolarmente intenso il momento dedicato alla memoria di Don Vito Giannini. Un passaggio che ha ricordato a tutti come la musica sacra non sia solo tradizione da custodire, ma eredità viva, che passa di voce in voce, di generazione in generazione.
La presenza delle istituzioni civili e religiose – dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Mimma Carlomagno al Vescovo S.E. Mons. Ciro Fanelli, al parroco don Raffaele Mecca – ha testimoniato un legame autentico tra Scuola, Chiesa e territorio. Un legame che trova nel lavoro di coordinamento del prof. Andrea Graziano, nel sostegno di don Sandro Cerone e della Commissione Diocesana di Musica Sacra, una concretezza che va oltre la singola serata.
Una serata che intanto ha pienamente narrato il potere accattivante del Bello. Una bellezza che nasce dalla formazione musicale. Bellezza sulla quale il territorio lucano è chiamato ad investire costantemente, rinnovando un’importante scommessa sui giovani e per i giovani, per amore di una scelta culturale che certamente anche in questo caso può riflettere un sano percorso civile per i futuri protagonisti della nostra regione.
In questo senso non è un azzardo dire che il Liceo Musicale Statale di Venosa- uno dei soli quattro della Basilicata- non è solo una scuola, ma un autentico presidio di Armonia, di disciplina, di futuro. Una realtà da tenere saldamente in piedi, perché è lì che le nostre giovani forze artistiche possono trovare “strumenti” adeguati ad un serio cammino nell’Arte e per l’Arte con una viva possibilità – anche in sinergia con i Conservatori Regionali- di crescere attraverso una propria “voce”; e questo senza il bisogno – come spesso accade – di cercarla altrove. Una voce tutta lucana, dunque, in nome dell’espressione più nobile, più bella e alta – la Musica- che anche e soprattutto dopo una serata come questa, vale la pena continuare ad ascoltare e a proteggere.


