Francesco Preziuso
Quando si parla della storia di Rionero e con essa dei tanti “figli illustri” di questa cittadina che nel corso delle varie epoche storiche passate si sono particolarmente distinti, ognuno nel proprio specifico ambito, contribuendo in modo significativo nel portare alto il nome di questa cittadina su scala nazionale spiccano, quasi sempre, i nomi di personalità di rilievo come lo storico e politico-meridionalista Giustino Fortunato Jr. (1848-1932), il politico e magistrato Giustino Fortunato Sr. (1777-1862), l’avvocato-giurista Ernesto Fortunato (1850-1921), il vescovo Gennaro Fortunato (1733-1799), il religioso e patriota Michele Granata (1748-1799), il poeta, storico e critico letterario Michele Rigillo (1879-1958), lo storico, saggista e valido ingegnere Giuseppe Catenacci (1893-1975), gli Alti Ufficiali del Regio Esercito Italiano Gen. Giuseppe Pennella (1864-1925), Gen. Nicola Russo (1897-1959), e Cap. Michele D’Angelo (1868-1912) ed il Generale di Divisione e Vice Comandante Nazionale dell’Arma dei Carabinieri Aurelio Cappiello (1898-1962).
Tutti nomi di personalità di alto rilievo a cui la città di Rionero, nel corso del tempo, ha reso degnamente onore alla loro memoria attraverso l’intitolazione di piazze, strade, monumenti, scuole, enti ed associazioni culturali oltre alla promozione di convegni ed iniziative culturali di rilievo atte a ricordare il brillante operato profuso in vita terrena da ognuno di essi.
Al tempo stesso, però, sono altrettanti i nomi dei “figli illustri” di Rionero che purtroppo, con il passare del tempo, sono stati per così dire ingenerosamente dimenticati tanto che le loro storie di vita, ad oggi, sono addirittura quasi del tutto sconosciute.
Tra le storie di rioneresi illustri dimenticati ci soffermeremo, nelle righe che seguono, sulla storia del giovane militare rionerese Emanuele Francesco Brenna (1918-1943) che si distinse come valoroso Sergente della Regia Marina Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale perendo eroicamente nell’adempimento del dovere all’età di soli 24 anni.
Emanuele Francesco Brenna nacque a Rionero il 3 Ottobre 1918 da Giovanni Brenna e Annamaria Saldicco in una famiglia del ceto medio rionerese.
Dopo aver svolto nella sua Rionero gli studi di Scuola Elementare e della Scuola dell’Avviamento Professionale (l’attuale scuola media) si iscrive, nel 1931, all’Istituto Tecnico di Melfi dove si diploma ottimamente nel 1936. Il giovane Emanuele, ragazzo dal carattere determinato e deciso oltreché animato da un fortissimo senso di Amor Patrio maturato sin dalla giovanissima età, dopo il conseguimento del diploma di maturità decide di intraprendere la carriera militare e il 10 Ottobre 1937 parte come volontario nell’allora Regia Marina Italiana (oggi Marina Militare) per poi frequentare, in seguito, il corso di Allievo Segnalatore presso il Corpo Reale degli Equipaggi Militari Marittimi di Taranto.
Successivamente, nel 1939, tra il 7 ed il 12 Aprile di quell’anno partecipò come valoroso militare della Regia Marina Italiana alla famosa campagna militare di Invasione Italiana dell’Albania voluta fortemente dall’allora Governo Fascista guidato da Benito Mussolini e dove, proprio in quella operazione militare, la Regia Marina Italiana svolse un ruolo di fondamentale importanza dispiegando una forza navale notevole nel trasporto e nello sbarco dei circa 22.000 militi italiani che parteciparono all’operazione.
La partecipazione alla campagna militare di Albania valse per il Sergente Emanuele Brenna il conferimento della Medaglia Commemorativa della Spedizione in Albania.
Nel 1941, tra il 28 e il 29 Marzo nei mari greci a sud del Peloponneso tra l’isolotto di Gaudo e Capo Matapan, il Sergente Emanuele Brenna era di servizio sull’incrociatore pesante Zara comandato dall’ammiraglio Carlo Cattaneo che componeva la squadra navale della Regia Marina Italiana comandata dall’ammiraglio di squadra Angelo Iachino la quale si trovò a fronteggiare la squadra navale britannica Mediterranean Fleet della Royal Navy comandata dall’ammiraglio Andrew Cunningham e tra le due fazioni nemiche si generò una cruenta battaglia, passata poi alla storia come Battaglia di Capo Matapan, che rappresentò una vera e propria disfatta per la flotta italiana, con 2331 morti e 1136 prigionieri, e nella quale il giovane marinaio rionerese combattè valorosamente tanto che, pur trovandosi sotto l’incessante fuoco nemico, eseguì fino all’ultimo gli ordini dei suoi superiori per poi essere, in seguito, catturato dalle truppe nemiche scontando così anche alcuni mesi di prigionia in Grecia.
Proprio per via del suo enorme coraggio mostrato in occasione della Battaglia di Capo Matapan al Sergente Emanuele Brenna venne conferito un Encomio Solenne con la seguente motivazione: “Imbarcato su Incrociatore. Dimostrava, durante un violento scontro Navale, serenità, fermezza, prodigandosi sotto l’intenso fuoco nemico nella attuazione dei compiti affidatogli- Incorciatore Zara 12-13/10/1941”.
Rientrato successivamente in Italia, nel Marzo 1942, il Sergente Emanuele Brenna frequentò il corso integrativo per Nocchieri di Porto della Regia Marina Italiana attestandosi al 5° posto su 90 esaminanti con la brillante valutazione di 18,55/ventesimi.

Nella notte tra il 30 Novembre ed il 1° Dicembre del 1942 il Sergente Emanuele Brenna, assieme ad altri commilitoni, si trovava a bordo del Piroscafo Tabarca della Regia Marina Italiana (partito da Livorno e diretto a Bastia in Corsica) quando, nelle acque del Mar Ligure, a seguito della deflagrazione di una mina il piroscafo affondò e lo stesso Brenna, finito nelle acque gelide, cercò in maniera eroica ma invana di salvare la vita a se stesso e ai suoi compagni ma morì per Ipotermia ed il suo corpo privo di vita venne trascinato dalle correnti del mare (infatti in un primo momento venne dato per disperso) per poi essere rinvenuto solo alcuni mesi dopo, il 9 Marzo 1943, dalla Guardia Costiera francese nelle acque al largo di Port Saint Louis dù Rhone in Costa Azzurra.
Il Sergente Emanuele Brenna morì così all’eta di soli 24 anni e le sue spoglie riposano presso il Sacrario Militare Italiano all’Estero di Saint Mandrier in Francia.
Varie furono le Onorificenze ottenute dal giovane Sergente Emanuele Brenna tra cui il conferimento importante della Medaglia Commemorativa della Spedizione in Albania, l’Encomio Solenne per meriti di guerra inerenti alla Battaglia di Capo Matapan, la Medaglia di Bronzo della Scuola Reale Equipaggi Marittimi oltre all’inserimento del suo nominativo nell’Albo d’Oro della Marina Militare Italiana.

Ad oggi, nel 2026, a quasi 83 anni di distanza dalla morte del Sergente Emanuele Brenna ci preme rammendare, con enorme rammarico, come la città di Rionero non ha fatto praticamente mai nulla per onorare degnamente la memoria ed il sacrificio di questo suo “figlio illustre” tanto che, la storia di questo valoroso Sergente della Regia Marina Italiana caduto eroicamente in difesa della Patria, è finita, in maniera inevitabile, nel dimenticatoio tanto da essere quasi del tutto sconosciuta.
Attraverso il contenuto di questo articolo auspichiamo di smuovere finalmente le coscienze di chi di dovere affinché la città di Rionero possa renderebbe degnamente onore alla memoria di questo suo “figlio illustre” che ha sacrificato la propria vita per difendere la Patria.
Francesco Preziuso
(Ricercatore Storico)
