Piero Marrese: “La riforma Schillaci va rivista, serve confronto e più attenzione ai territori”

La riforma della medicina generale proposta dal Ministero presenta elementi di forte criticità e, allo stato attuale, appare priva di un disegno organico capace di rafforzare davvero la sanità territoriale, soprattutto in realtà fragili come la Basilicata.
Manca un confronto strutturato e trasparente con le Regioni, con il Parlamento e con i professionisti del settore: senza un quadro normativo chiaro, ogni valutazione rischia di restare parziale, ma i segnali che emergono destano seria preoccupazione.
Piero Marrese
Piero Marrese
L’ipotesi di un sistema misto tra medici convenzionati e dipendenti, così come delineata, non sembra rispondere alle reali esigenze dei territori e rischia, al contrario, di accentuare le disuguaglianze, mettendo in difficoltà soprattutto i piccoli comuni e le aree interne, dove già oggi si registra una grave carenza di personale sanitario.
I dati disponibili confermano una situazione strutturale critica, che richiederebbe investimenti mirati e una programmazione seria, non interventi che rischiano di generare ulteriore incertezza organizzativa.
Il punto centrale deve restare il rafforzamento della medicina di prossimità, a partire dal ruolo fondamentale dei medici di famiglia, presidio essenziale per garantire continuità assistenziale e rapporto diretto con i cittadini.
In questo quadro, anche le risposte contenute nella programmazione regionale appaiono insufficienti ad affrontare le criticità esistenti e a costruire un modello di assistenza territoriale realmente efficace.
Serve invece una riforma condivisa, costruita attraverso un confronto reale con i territori e con gli operatori sanitari, che metta al centro il diritto alla salute e garantisca servizi accessibili, equi e di qualità in ogni area della Basilicata. Solo così sarà possibile rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini e rafforzare il nostro Servizio sanitario nazionale.

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