Giornata della Legalità: Ricordiamo Sant’Agostino

Il 23 maggio non è solo il giorno in cui ricordare la strage di Capaci del 1992, nella quale persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. È anche l’occasione per affermare – con rinnovata consapevolezza – che un Paese è veramente civile solo se i suoi fondamenti sono costituiti dai diritti basilari della persona, garantiti dalla cultura della legalità.

Leonardo Pinto
Leonardo Pinto

Questo si traduce, concretamente, nel buon funzionamento della Pubblica Amministrazione e della Giustizia: presidi indispensabili per favorire e sostenere la pace sociale in un sistema economico in cui gli interessi corporativi sappiano rispettare la salute e l’ambiente.

I fondamenti costituzionali dell’Italia sono in perfetta linea con tali principi che, purtroppo, vengono mortificati dalla loro mancata o distorta applicazione. È proprio questo vuoto a generare l’humus che alimenta la mafia e le altre associazioni criminali.

Spesso la politica si dimostra sorda e priva della necessaria sensibilità su questi argomenti. Il sacrificio di tanti servitori dello Stato e di cittadini comuni (magistrati, forze dell’ordine, docenti, imprenditori) assassinati per aver difeso la legalità, viene oltraggiato ogni volta che si tollera o si attua la pratica dell’illegalità quotidiana.

_«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? E le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati?»_*
Sant’Agostino, De Civitate Dei (La città di Dio), Libro IV, capitolo 4.

*Questo monito veniva scritto già nel 426 d.C. La riflessione filosofica sul legame tra legalità, etica e potere, secondo il pensiero agostiniano, mette in luce il senso profondo della giustizia, che deve sempre precedere la legge scritta (quella che oggi chiamiamo educazione civica).*

Il problema, dunque, è politico in senso lato. L’assenza di necessari provvedimenti legislativi e amministrativi ispirati dal bene comune, unita alla loro mancata attuazione, diventa il terreno di coltura della criminalità organizzata, favorita dall’assenza di educazione civica, dalla malagiustizia e dal pessimo funzionamento della macchina pubblica.

Queste riflessioni mi fanno ricordare un mio articolo del settembre 1988, che allego, pubblicato sulla rivista “Proposta” diretta dal compianto e fraterno amico Mimmo Mennitti, straordinaria palestra di confronti intellettuali e politici per il superamento di nostalgie e “reducismi”.

*Celebriamo, quindi, questa Giornata della Legalità rinnovando il nostro impegno per la corretta e integrale applicazione della Costituzione Repubblicana.*

 

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