Il compianto Antonio Donato, Ù Francesë, di Francavilla sul Sinni citava spesso e volentieri questo detto volendo significare che generalmente le persone fanno affidamento sempre e comunque su altre persone ricche e in possesso di potere e dalle quali possono trarre dei benefici. Infatti, anche nella Bibbia troviamo nei Proverbi 14:20 “Chi ha pochi mezzi è oggetto di odio perfino da parte del suo prossimo, ma molti sono gli amici del ricco”.
L’albero frascuto, l’albero con chioma molto folta e ricca di fogliame, protegge gli animali al pascolo nelle giornate calde e afose dell’estate, mentre sotto un albero povero di foglie non si rifugia nessuno. Così è il comportamento avuto nella storia da noi esseri umani. Gli Ebrei, schiavi in Egitto, si affidarono a Mosè per essere liberati dalla schiavitù; le varie religioni trovarono tanti consensi proprio perché assicuravano la vita eterna e altro; le rivoluzioni si affermarono perché le masse vi intravedevano migliori condizioni di vita, diritti sociali e la conquista della libertà. Anche nella formazione delle due liste in campo a Francavilla sul Sinni per le ultime elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale è prevalso il nostro comportamento di affidarci all’albero frascuto presente in entrambe le liste. Senonché, alcuni componenti della lista sconfitta, hanno fatto male i conti rifugiandosi sotto l’albero forestiero e sono rimasti “Sènza gàttë e c’u cùlë sscëppētë”, senza gatto e con il deretano graffiato, vale a dire hanno fatto una figuraccia alleandosi con la giunta uscente di Romano Cupparo, che avevano avversato fortemente negli anni passati, senza riportare la vittoria che ritenevano sicura. In più, come aggravante hanno rinnegato i propositi del comitato civico di cui facevano parte. Sono stati indotti dall’esterno a considerare amici i nemici del mio nemico. Intelligenti pauca!!
Quando la persona che ha ricevuto benefici dall’albero frascuto si allontana da esso per ricercare un altro punto di riferimento da cui ricavare ulteriori vantaggi, allora entriamo nella sfera di un sentimento molto grave: l’ingratitudine. Che è l’incapacità o la mancanza di volontà di riconoscere e apprezzare un beneficio ricevuto, arrivando a volte perfino a mostrare ostilità verso chi ha aiutato. Sin dai tempi dei tempi troviamo episodi di ingratitudine. Gesù Cristo fu condannato pur avendo fatto in vita opere misericordiose; alcuni settori della classe operaia, dopo aver ottenuto tante conquiste sul lavoro e diritti sociali hanno voltato le spalle al sindacato e al Partito Comunista Italiano sostenendo altri movimenti politici o astenendosi dal voto e dalla partecipazione. Inoltre, uomini politici in generale dopo aver ottenuto grandi affermazioni nella vita pubblica e di riflesso nella scala sociale con i partiti di sinistra e democratici e ricevuto tanti ma tanti privilegi (vedi pensione d’oro, grazia dal Presidente della Repubblica, affermazione nelle loro attività, ecc.ecc.) hanno abbandonato il primo albero frascuto per ricercarne un altro da cui poter mungere da altra mammella. Così osserviamo per molti professionisti che hanno fatto carriere d’oro nel sottobosco del governo.
Da qui scaturisce la crisi dei partiti progressisti e riformisti e più in generale la sfiducia nella politica e nei suoi rappresentanti. Fino a quando assisteremo a questo trasformismo; al cambiare casacca per il miglior offerente? Secondo me cambierà tutto quando i giovani con la cultura, la partecipazione democratica la coerenza e la schiena diritta torneranno a votare quei partiti seri credibili che non hanno padroni alle spalle e che credono nel Bene Comune.
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