On. Luigi De Filpo, patriota e partigiano. Era nato a Viggianello il 12 gennaio del 1898.

E’ stato deputato alla Costituente e nella Prima Legislatura, componente della Commissione Trasporti , Sottosegretario alle Poste e all’Agricoltura.. Fu combattente nella prima guerra mondiale con il grado di capitano e nel secondo conflitto venne gravemente ferito. Dopo l’armistizio prese parte alla Lotta di Liberazione nelle file della Resistenza. Fu tra i collaboratori di Rivoluzione liberale fondata e diretta da PIERO Gobetti.

Viggianello

Nel 1924.dopo l’Aventino, pubblicò sulla stessa rivista una lunga riflessione sull’uccisione di Giacomo Matteotti. L’acume politico del De Filpo non dovette sfuggire a Palmiro Togliatti che lo volle come stretto collaboratore. Il compagno Michele Mancino, Senatore della Repubblica nel primo dopoguerra, ebbe modo di conoscere entrambi- Mancino era stato giovanissimo nelle carceri fasciste dove conobbe il fior fiore degli intellettuali comunisti. Vide Gramsci tradotto in catene! Nel maggio del 1944, coadiuvato dal compagno De Filpo, organizza a Potenza il Primo Congresso Provinciale del Partito Comunista. All’Assise prese parte Palmiro Togliatti, Ministro della Giustizia. In quel periodo, nella foresta demaniale di Rionero in Vulture, era accampato un contingente di alpini provenienti dall’Africa. In attesa di destinazione ogni sera si riversavano in città e, in pieno stile fascista, °tentavano violenza alle donne e provocazioni verso cittadini pacifici”. Venuti a conoscenza della presenza di Togliatti, presero d’assedio l’albergo, con l’intento di ucciderlo!

on. Luigi De Filpo

Il compagno Mancino, informato dell’insano proposito, fece sbarrare le porte. Corse al caffè Pergola a telefonare il De Filpo, comandante del Distretto Militare. Lo spettacolo era impressionante, la tensione alle stelle! La gente fuori fece muraglia a difendere Togliatti, ignaro di ciò che accadeva all’esterno. In un batter d’occhio De Filpo allestì un contingente militare che, a passo di carica, giunse all’albergo. I soldati colpivano gli alpini con il calcio e la canna dei fucili, spingendo gli energumeni fino a Piazza Prefettura. Confusi e spaventati scapparono verso Porta Salsa, inseguiti dalla folla che gridava: “viva l’esercito”! Nel servizio d’ordine, a proteggere Togliatti, vi erano anche i compagni di Minervino Murge, il paese di Giuseppe Di Vittorio! Il compagno De Filpo morì quando era sottosegretario alle Poste e Telecomunicazione, il 29 maggio del 1950, nel suo paesello natio che ne onora la memoria. Egli, quando si accorse che non stava bene e non poteva svolgere come sua abitudine i lavori parlamentari, si dimise per non gravare sulle Casse dello Stato. O tempora, o mores!
Con la sua scelta l’onorevole De Filpo pare che abbia voluto anticipare il compagno Enrico Berlinguer sulla “questione morale”.
Come avremo modo di riflettere in seguito, la statura del compagno Luigi De Filpo si staglia, non solo in “campo militare”, ma soprattutto in quello politico, culturale ed umano.

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