Camera con vista agosto ‘26

Elena Profir è mancata alcune settimane fa, se n’è andata in silenzio, così com’era arrivata, dalla Romania, come le tante anonime donne che utilizziamo come badanti. Era giunta a Rionero e vi si era integrata, generosa com’era.

Amava questa comunità che le ricambiava amicizia e affetto. Se talvolta chiedeva, sapeva ricompensare ancor più. Il ricordo va a quando, orgogliosa, portava la bandiera dei Combattenti e Reduci per le vie cittadine, il foulard tricolore al collo: un gesto di riconoscenza e soprattutto di integrazione verso la nostra comunità cui si sentiva parte attiva. Eppure, le voci rozze e retrive non mancavano per denigrare questo gesto di socialità, da parte di una “straniera”. Elena rimane emblema di una Europa che può ancora credere in sé stessa. Nella sua umanità.
La rivedremo nella memoria in quell’angolo della chiesa di San Gerardo, agli ultimi banchi per la messa domenicale, sola, a parlare con Dio, e raccomandare i suoi affetti lontani. A lei, al suo sorriso, va la canzone Le ragazze dell’Est (Claudio Baglioni,1981)

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