Comunicato Stampa
La Basilicata estrae oltre l’80% del petrolio nazionale, ma i lucani pagano la benzina più cara d’Italia. È un paradosso inaccettabile e una vera e propria ingiustizia che pesa enormemente sulle tasche delle famiglie e delle imprese, già penalizzate dalla carenza di trasporto pubblico locale. Mentre le grandi compagnie petrolifere accumulano miliardi di utili in pochissimi mesi, i cittadini subiscono il meccanismo speculativo del “rocket and feather”: i prezzi salgono alla velocità di un razzo e scendono con la lentezza di una piuma. Per questo motivo il Movimento Difesa del Cittadino Lucano, guidato dal Presidente Nicola Lista, ha depositato un esposto/denuncia ufficiale indirizzato ad AGCM, MIMIT (Garante Prezzi), Ministero dell’Ambiente, Procura della Repubblica di Potenza e Guardia di Finanza.
I DATI DELLO SCANDALO
I dati ufficiali mostrano una situazione completamente fuori controllo sulla nostra rete stradale e autostradale, con prezzi medi che superano abbondantemente i 2 euro al litro e picchi segnalati dai cittadini che sfiorano l’assurda cifra di 3 euro al litro. A parità di costo del barile di petrolio rispetto a pochi mesi fa, oggi i prezzi alla pompa restano ingiustificatamente altissimi. Si tratta di dinamiche che ipotizzano cartelli, abusi di posizione dominante e rialzi fraudolenti dei prezzi su cui le autorità devono fare immediata chiarezza.
COSA CHIEDIAMO NELL’ESPOSTO?
1️⃣ L’avvio di un’istruttoria urgente da parte dell’Antitrust (AGCM).
2️⃣ Controlli a tappeto della Guardia di Finanza su margini di raffinazione ed extraprofitti.
3️⃣ L’intervento della Procura della Repubblica per verificare le manovre speculative.
4️⃣ Sanzioni severe da parte del Garante Prezzi. Il Movimento è pronto a tutelare i consumatori in ogni sede, inclusa la costituzione di parte civile e l’avvio di una class action.
INTERVISTA AL PRESIDENTE NICOLA LISTA
Presidente Lista, perché questo esposto proprio ora?
“Perché non se ne può più. Siamo arrivati al punto di rottura. In Basilicata estraiamo l’80% del petrolio italiano, respiriamo l’inquinamento dei pozzi, e poi per andare a lavorare dobbiamo pagare la benzina più cara d’Italia. È una presa in giro. Abbiamo atteso, abbiamo segnalato, ora chiediamo alla magistratura e all’Antitrust di intervenire. Non è più una questione di mercato, è una questione di giustizia.”
Cosa dicono i numeri che avete raccolto?
“Dicono che c’è qualcosa che non torna. Come è possibile che a parità di costo del barile, 79 euro come a febbraio, oggi paghiamo quasi 60 centesimi in più al litro? Dove finiscono quei soldi? Nelle tasche delle compagnie che fanno 180 miliardi di utili in sei mesi. E intanto lo Stato regala 17 centesimi al litro che alla pompa non si vedono. La matematica non è un’opinione: questa è speculazione.”
Cosa chiedete concretamente?
“Chiediamo verità. Vogliamo che l’Antitrust apra un fascicolo, che la Finanza controlli i bilanci della filiera, che la Procura verifichi se ci sono reati. Ma chiediamo anche politica: la Basilicata non può essere solo terra di estrazione. Vogliamo un bonus carburante strutturale per i lucani, pagato con le royalties. Non è assistenzialismo, è restituzione. Se il Texas d’Italia esiste, deve esistere per i lucani, non solo per le multinazionali.”
E se non arriveranno risposte?
“Non ci fermeremo. Siamo pronti alla costituzione di parte civile e a una class action per tutti i consumatori truffati. Invito tutti i cittadini che hanno foto di prezzi assurdi a 2,50 o 3 euro a inviarcele. Questo esposto è solo l’inizio. Il Movimento Difesa del Cittadino Lucano non lascia soli i cittadini.”
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