Gli Italiani vogliono tornare a votare

L’EREDITÀ TRADITA DI EDMONDO DE AMICIS E IL PAESE DEI FRANTI Appello ai politici: gli Italiani vogliono tornare a votare e scegliere con dignità, senza dover più “turarsi il naso” come diceva Montanelli.

Qualche tempo fa, passeggiando a Roma in Piazzale Flaminio, ho acquistato presso la celebre “Bancarella del Professore” il libro di Indro Montanelli “Le Stanze – Dialoghi con gli Italiani”.

Da sempre stimo gli spiriti liberi come Montanelli, il quale è stato un giornalista insuperabile, che ha avuto il coraggio e la forza morale di non piegarsi mai alle prepotenze politiche ed economiche, anche di Berlusconi.

È un libro che consulto spesso per attingere ad analisi laiche, obiettive e guidate da buon senso e da un rigido senso dello Stato e della tutela del bene comune.

Rileggendo una sua celebre risposta pubblicata sul Corriere della Sera nel 1998, sono rimasto colpito da quanto fosse profetica. Montanelli rifletteva sul contrasto tra il modello civico del romanzo Cuore di Edmondo De Amicis e il cinismo della modernità. Diagnosi che, oggi, si rivela drammaticamente attuale.

Leonardo Pinto
Leonardo Pinto

GARRONE E FRANTI: I DUE VOLTI DELL’ITALIA

Per capire il valore di quella riflessione, è necessario ricordare i due personaggi chiave del romanzo Cuore (1886):

Garrone: l’incarnazione del rigore morale, dell’altruismo, della protezione verso i deboli e della responsabilità verso la comunità. Franti: l’antivalore per eccellenza. Il cinico che sghignazza di fronte al dolore altrui, spinto solo da egoismo, tornaconto personale e disprezzo per le regole.

De Amicis non scrisse un libro “buonista”, ma uno strumento di costruzione della Nazione: in un’Italia analfabeta e frammentata, la scuola doveva forgiare “galantuomini” capaci di anteporre l’interesse collettivo a quello individuale.

IL RIBALTAMENTO ETICO DELLA SOCIETÀ

Montanelli notava con amarezza come i valori di Cuore (patria, dovere, sacrificio, generosità) fossero diventati pezzi “da antiquariato”.

In una società dominata dall’arrivismo, l’atteggiamento di Franti non viene più punito, ma premiato come furbizia e capacità di adattarsi. Ci ritroviamo così in un’Italia diventata “un mondo e un pubblico fatti di Franti”, dove chi parla di rigore morale viene deriso.

DALL’EDUCAZIONE CIVICA AL DEGRADO POLITICO

La trasformazione della politica da servizio per la comunità a spazio per la conquista del potere e della rendita personale è la vittoria definitiva dell’etica di Franti. Quando la classe dirigente perde perfino la capacità di provare vergogna per il proprio operato, il patto di fiducia con i cittadini si spezza.

Nessuna riforma economica o istituzionale potrà mai funzionare senza una solida infrastruttura morale.

UN APPELLO NON PIÙ RINVIABILE

È da qui che parte il nostro richiamo: i cittadini italiani vogliono tornare ad esercitare il proprio diritto di voto in maniera piena, trasparente e consapevole.

I politici mettano gli Italiani in condizione di votare, restituendo loro la possibilità di scegliere rappresentanti degni e senza costringerli, ancora una volta, a “turarsi il naso” per la disperazione.

 

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