Comunicato Stampa
Aliano (Mt) Residenza: 12/18 ottobre – 16/22 novembre 2026 Inaugurazione installazione e cena di comunità: 21 novembre 2026
Finanziato dalla Regione Basilicata, Aliano Teatro del Tempo è un progetto di sviluppo del territorio a base culturale che fa di persone, patrimonio e paesaggio un sistema diffuso di produzione culturale, ospitalità, formazione e inclusione, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento, generare lavoro e benessere locale e proporre nuovi modelli per il futuro delle aree interne. Il progetto si articola in quattro direttrici tematiche: Il tempo per crescere, dedicata a famiglie, infanzia ed educazione; Il tempo per ascoltare, che rinnova la vocazione letteraria legata a Carlo Levi; Il tempo per le stagioni, che valorizza paesaggio agricolo, cibo e filiere locali; Il tempo per le esperienze, che fa dell’arte uno strumento di relazione con l’ambiente, le comunità, le nuove cittadinanze e le generazioni.

È in questa direttrice che si inserisce Aliano/Walima, una delle prime azioni artistiche del progetto, che valorizza e amplia il percorso delle residenze artistiche, già protagonista del programma di Matera Capitale della Cultura e del Dialogo 2026.
Prende il via ad Aliano un nuovo progetto di residenza artistica che intende mettere in relazione la comunità locale e la comunità marocchina e marocchina-discendente residente sul territorio. Il progetto, a cura di Fiorella R. Fiore, è la prima iniziativa di residenza internazionale del più ampio progetto “Aliano Teatro del Tempo” e vedrà la collaborazione della Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito delle attività che vedono la città di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo per il 2026, titolo che condivide con la città marocchina di Tetouan. Protagonisti della residenza sono gli artisti Matteo Gobbo, Giampaolo Parrilla ed Elisa Selli che lavoreranno, attraverso una metodologia di lavoro collaborativa di co-creazione e co-progettazione, insieme alla comunità alianese durante una residenza che si articolerà in due fasi operative – dal 12 al 18 ottobre e dal 16 al 22 novembre 2026 – e porterà alla realizzazione di un’installazione site-specific e di un evento finale concepito come cena performativa sabato 21 novembre 2026. L’intento è favorire un’interazione reale tra le due comunità, evitando dinamiche rappresentative o folkloristiche, per far emergere la koinè mediterranea che unisce i due gruppi. Il progetto assume le differenze e i potenziali conflitti non come elementi da eludere, ma come terreno per la costruzione di un percorso comune, considerando sia Aliano che il Marocco come territori vivi e in trasformazione. La prima settimana di residenza (12-18 ottobre) adotterà un approccio strettamente laboratoriale e relazionale. Sotto la guida degli artisti, della curatrice e di una mediatrice culturale, Selma Ennamli, i partecipanti saranno coinvolti in focus group e attività sul campo, tra le quali una passeggiata botanica nel parco dei Calanchi sabato 17 ottobre alle 15.00, condotta dalla guida ambientale Mimma Giovinazzo, per condividere storie di migrazione, ritualità e immagini che definiscono non solo i luoghi di origine, ma anche la loro contemporaneità in Italia. La seconda fase della residenza (16-22 novembre) sarà dedicata alla produzione delle opere e all’installazione finale che sarà parte integrante della cena performativa di comunità sabato 21 novembre, richiamata dalla componente araba del termine “Walima” (banchetto), momento di restituzione pubblica del progetto. Terminato l’evento, l’installazione resterà a disposizione del Comune di Aliano per ospitare futuri eventi di condivisione comunitaria.
«Il progetto ALIANO/WALIMA rappresenta un tassello fondamentale della visione che stiamo portando avanti con “Aliano Teatro del Tempo”. Ospitare una residenza artistica capace di far dialogare, in modo così profondo e concreto, la nostra comunità con quella marocchina e marocchina-discendente significa trasformare Aliano in un laboratorio vivo di accoglienza, scambio e innovazione sociale. Viviamo un anno speciale: il 2026 vede Matera Capitale mediterranea della cultura e del dialogo al fianco della città marocchina di Tetuan. In questo contesto, Aliano si fa portavoce di questa koinè mediterranea. Dimostriamo così che le aree interne non sono luoghi isolati, ma spazi di sperimentazione culturale: realtà capaci di attrarre talenti, generare lavoro e contrastare lo spopolamento attraverso l’arte e la condivisione.» – dichiara il Sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo.
«La residenza si inserisce in un percorso di rigenerazione del borgo che nei prossimi mesi entrerà progressivamente nel vivo, con nuove attività, nuovi utilizzi degli spazi e un coinvolgimento sempre più ampio della comunità e del territorio. Con Aliano | Teatro del Tempo l’Amministrazione ha saputo trasformare la visione che sottende allo sviluppo territoriale a base culturale in un progetto concreto, costruendo fin dall’inizio un team multidisciplinare capace di lavorare insieme sulle diverse dimensioni della trasformazione: culturale, sociale, economica e territoriale. È questa integrazione tra competenze, luoghi e azioni che può diventare cifra distintiva di quel processo duraturo che Aliano sta costruendo, capace di tenere insieme visione e attuazione, piuttosto che ridursi a una somma di interventi.» – dichiara Francesca Velani, Vicepresidente di Promo PA Fondazione e curatrice del progetto Aliano | Teatro del Tempo.
«Le residenze artistiche attraversano tutto il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Portano gli artisti a vivere e lavorare nei luoghi, accanto a chi li abita, e lasciano al territorio le opere nate da questo incontro» dichiara Rita Orlando, Direttrice Generale della Fondazione Matera Basilicata 2019. «Ad Aliano la comunità partecipa alla creazione dell’opera fin dalla prima settimana. Qui la cultura serve prima di tutto ad ascoltare, e ascoltando si ritrovano, dentro le diversità, le radici comuni del Mediterraneo»
CREDITI E TEAM DI PROGETTO
Artisti: Matteo Gobbo, Giampaolo Parrilla, Elisa Selli
Curatela: Fiorella R. Fiore
Organizzazione e coordinamento: Rebis Arte srls
Mediatrice culturale: Selma Ennamli
Guida ambientale: Mimma Giovinazzo
Fiorella R. Fiore
Storica dell’arte iscritta in prima fascia nell’elenco nazionale dei professionisti competenti del Ministero della Cultura, PhD, vive e lavora in Basilicata. Dal 2008 svolge attività di curatela e critica d’arte; la sua ricerca curatoriale si focalizza in particolare sulla fotografia e sull’arte pubblica, oggetto della sua tesi di dottorato e del programma di ricerca RESTARE (RESidenze Territoriali ARcheologiche artistichE), ampliandosi poi al ruolo sociale dei Musei con riferimento particolare alla Basilicata, grazie anche all’attività di consigliera del coordinamento Basilicata-Calabria ICOM Italia. È docente di Storia dell’arte contemporanea per l’Istituto del Design di Matera e collabora con la testata “Il Giornale dell’Arte”.
ARTISTI
Matteo Gobbo
Artista visuale, vive e lavora tra la Toscana e il Veneto. La sua ricerca esplora il profondo rapporto tra materia e spirito, adottando un approccio fondato sull’osservazione silenziosa e sulla contemplazione interiore. Questa propensione introspettiva è alimentata da un percorso personale che spazia tra antiche tecniche meditative e diverse filosofie, approdando infine a una visione laica e aperta della condizione umana. L’approdo all’arte avviene in modo trasversale, evolvendo da una carriera nell’alta cucina verso la necessità di un’espressione più ampia. L’atto creativo diventa così un mezzo per entrare in contatto con l’indefinibile e il non conosciuto: attraverso i sensi e l’ascolto, l’artista tenta di tradurre una realtà profonda che appare, per natura, intraducibile. Utilizzando linguaggi e materiali differenti, il lavoro mantiene costante l’indagine tra carne e spirito, credenze e vissuto. L’opera si configura come un ponte intradimensionale, uno spazio di interazione che permette sia all’artista che al fruitore un contatto autentico con il Sé.

Giampaolo Parrilla
Artista visivo, vive e lavora a Bologna e Milano. Esplora il ruolo delle immagini in rapporto alla geopolitica, alla violenza, ai dati, e indaga le nuove estetiche, le moderne iconografie e i cambiamenti sociali contemporanei. Le opere rielaborano notizie globali, immagini di conflitti, mappe infografiche, video di propaganda, trend social, nuove tecnologie belliche, report di ONG, che diventano un archivio sul presente, strumenti di indagine sulla percezione, sulle tendenze culturali predominanti e sulle tensioni tra potere, identità e rappresentazione.
La sua ricerca studia il legame tra nuovi simbolismi e i processi sociali. Inoltre studia le narrazioni collettive, le eredità delle crisi storiche e il potenziale rivoluzionario dell’immaginario.

Elisa Selli
Elisa Selli è un’artista visiva. Vive e lavora a Roma. Attraverso pittura, installazione e tessitura trasforma giardini, serre e viaggi in spazi di contemplazione tra figurazione e astrazione. Ogni progetto nasce da un luogo: La Mortella di Ischia è diventata Myrtus (Napoli, 2025), un viaggio in Messico è diventato Maguey (Roma, 2026). Si è formata alla RUFA di Roma e all’Università Iuav di Venezia. Ha esposto in Italia e all’estero, tra cui alla V-A-C Foundation di Venezia, alla Fondazione Pastificio Cerere di Roma e all’8Salon di Amburgo. È co-fondatrice dello spazio indipendente LEA e fondatrice del festival Ladispolaneamente.

Contatti per la Stampa: Francesco Mastrorizzi 347 1241178 francesco.mastrorizzi@gmail.com
Aliano, 14.10.2026