Giuseppe Di Giacomo
Una giornata destinata a lasciare un segno nella storia religiosa, sociale e culturale di Francavilla in Sinni e dell’intera diocesi di Tursi-Lagonegro. Sabato 07 Novembre, alle ore 11.30, si è svolta la cerimonia di benedizione e di avvio dei lavori, con la posa della prima pietra del nuovo complesso ecclesiale “Sant’Andrea Avellino”, destinato a sorgere a ridosso di Viale Mons. Carmelo Fiordalisi.
Un appuntamento atteso da anni, che segna il passaggio da un progetto a lungo coltivato a una concreta realtà, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento non soltanto per la comunità francavillese, ma per l’intero territorio diocesano. La cerimonia è stata presieduta da S.E.Rev. Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, alla presenza del Presidente della Giunta regionale della Basilicata, gen. Vito Bardi, dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e numerose autorità civili tra cui il sindaco di Francavilla in Sinni, Pasquale Ciancia, il sindaco di Castronuovo Sant’Andrea Umberto Di Matteo, comune che ha dato i natali al Santo cui è intitolato il complesso parrocchiale, il sindaco di Chiaromonte Valentina Viola e quello di San Severino Lucano Giuseppe Ciminelli. Insieme al presule erano presenti il Parroco di Francavilla don Nicola Caino, il vicario Generale don Mimmo Buglione e diversi sacerdoti, tra questi anche, don Franco Lacanna, già parroco di Francavilla, al quale va riconosciuto il merito di aver dato impulso all’idea originaria e di essersi speso con determinazione.
Presente l’impresa appaltatrice, Generali di Angelo Mastroianni di Lagonegro, i progettisti e i tecnici che seguiranno la realizzazione dell’opera; soprattutto tanti cittadini, giunti per assistere a un momento che Francavilla e l’intero comprensorio attendeva da tempo. Presenti, inoltre, gli amministratori comunali in carica e numerosi rappresentanti delle precedenti amministrazioni, a testimonianza di come questo progetto abbia attraversato diverse stagioni amministrative, raccogliendo contributi e impegno da parte di più protagonisti della vita pubblica locale. Nel suo intervento, il Vescovo Mons. Vincenzo Orofino ha illustrato le ragioni pastorali e organizzative che hanno portato la Diocesi a individuare proprio in quest’area la sede del nuovo complesso. Non si tratta semplicemente della costruzione di un nuovo edificio religioso, ma della realizzazione di una struttura di ampie dimensioni, pensata per rispondere alle molteplici esigenze della vita diocesana e per riconoscere a Francavilla una posizione strategica e centrale nell’organizzazione delle attività pastorali. Il nuovo complesso sarà destinato ad accogliere incontri pastorali, attività di formazione e momenti di confronto ecclesiale, ospiterà la sede della Caritas Diocesana ed infine offrirà una canonica per i sacerdoti dei comuni vicini. Una struttura polifunzionale, dunque, concepita per mettere a disposizione della Chiesa e dei fedeli spazi adeguati alle esigenze di una comunità religiosa in continua evoluzione. Al centro del progetto rimane, tuttavia, la sua vocazione fondamentale: essere un’opera al servizio della vita di fede, un luogo nel quale la dimensione spirituale possa incontrare concretamente la vita quotidiana delle persone.
Nel suo saluto, il sindaco Pasquale Ciancia ha voluto sottolineare il significato profondo dell’iniziativa, evidenziando come non si sia di fronte a un’opera qualsiasi, ma a una realizzazione dal valore che supera ampiamente la sua dimensione architettonica. Il primo cittadino ha richiamato l’importanza di un luogo nel quale le persone possano cercare e trovare risposte per l’anima e per la propria coscienza, dove educare i figli ai valori della condivisione, del rispetto e della solidarietà, dove incontrarsi, ascoltarsi e ritrovarsi nella preghiera. Per la comunità di Francavilla, ha lasciato intendere il sindaco, il nuovo complesso sarà una sorta di scrigno di valori, un patrimonio spirituale e umano destinato a custodire esperienze, relazioni e percorsi di crescita. Un luogo capace di accompagnare le nuove generazioni e di offrire alle famiglie uno spazio di riferimento, nel quale la dimensione religiosa si intreccia con quella educativa e sociale.Il Presidente della Regione Basilicata, gen. Vito Bardi si è complimentato con la comunità di Francavilla e con quelle del comprensorio, sottolineando la capacità dimostrata di fare sintesi, mettere insieme idee, energie e risorse per raggiungere obiettivi importanti. Un riconoscimento rivolto a un territorio che, attraverso la collaborazione tra istituzioni, Chiesa e cittadini, ha saputo sostenere un progetto di ampio respiro, destinato a produrre benefici che andranno oltre i confini del singolo Comune.
L’assessore regionale Francesco Cupparo, subito dopo la cerimonia, ha sostenuto: “È una giornata importante per Francavilla e per l’intera comunità diocesana. La posa della prima pietra segna l’avvio concreto di un progetto nel quale ho creduto fin dall’inizio e la cui presentazione risale al periodo del mio mandato da sindaco di Francavilla. Vedere oggi il primo passo di costruzione è motivo di soddisfazione, perché si tratta di un’opera che va ben oltre la realizzazione di un nuovo edificio religioso, rappresenta un punto di riferimento per la vita pastorale e per le attività della comunità, uno spazio aperto all’incontro, alla solidarietà, all’educazione e alla partecipazione” Parole che richiamano una questione particolarmente attuale per le piccole comunità delle aree interne: “la necessità di disporre di luoghi capaci di contrastare l’isolamento, favorire l’incontro tra generazioni e mantenere vivi quei legami sociali che rappresentano una delle risorse più importanti dei nostri paesi”.
La giornata odierna consegna a Francavilla un messaggio che va oltre la dimensione strettamente religiosa. Il nuovo complesso ecclesiale Sant’Andrea Avellino nasce infatti con una duplice vocazione: essere casa della comunità ecclesiale e, al tempo stesso, spazio aperto alla società, alle famiglie, ai giovani, alla solidarietà e alla formazione. In un periodo storico nel quale i piccoli centri devono confrontarsi con lo spopolamento, la progressiva riduzione dei servizi e la difficoltà di mantenere occasioni di aggregazione, la realizzazione di una struttura di questa portata assume un significato particolare. I luoghi di incontro, infatti, non sono soltanto edifici: diventano presidi di socialità, occasioni di partecipazione e strumenti attraverso i quali una comunità continua a riconoscersi come tale. La presenza di amministratori di oggi e di ieri, delle istituzioni regionali, della Diocesi, dei tecnici e dei tanti cittadini intervenuti ha restituito l’immagine di un progetto che ha saputo raccogliere nel tempo sensibilità e contributi differenti. La benedizione di oggi rappresenta dunque molto più di un momento inaugurale. È l’inizio di un percorso destinato a lasciare un segno nel tessuto urbano e, soprattutto, nella vita delle persone. Perché il valore di quest’opera non si misurerà soltanto nella sua imponenza architettonica, ma nella capacità di diventare un luogo realmente vissuto, frequentato e condiviso.



