Una donna (mia madre)

Una donna

(mia madre)

Antonietta Febbraio
Antonietta Febbraio

Mamma,

m’hai straziato il cuore

nelle lunghe notti

di veglia, senza pace,

al tuo capezzale.

T’ho vista lottare,

io inerte,

contro la dama nera

l’ímpari sfida

che già sapevi persa.

Eppur non ti sei arresa

finchè il filo

dell’ultimo respiro

s’è spezzato

e l’anima tua bella

ha varcato

la soglia del tempo

limpida e leggera

ed è volata in cielo.

Non è l’ultima sfida,

quella della morte,

che si vince, no:

sono le ben più dure

battaglie della vita

quelle da superare,

e tu…

ne hai vinte tante

col tuo coraggio.

Ora mi conforta il pensiero

che non sei morta davvero:

il tuo spirito sopravvive

in ogni donna

che ogni giorno lotta

per la sua dignità

nelle grandi metropoli

e nelle sperdute contrade

del Mondo.

fotofil2

Filippo digiacomo©maggio2015

  1. Una donna quasi centenaria, ma moderna, sempre al passo e opportuna con saggezza; coraggiosa nelle sfide e nell’intraprendenza, fantasiosa, sempre col sorriso, mai un lamento per piangersi addosso: mia zia, zia Antonietta, ci ha lasciato.Che vuoto, cara zia! Con te si è spezzato quell’anello che mi legava alla mia infanzia, alla mia giovinezza e oltre, ma soprattutto a una persona importante con la quale forte era il legame che ci univa, ma la comprensione era dolce solo se non parlavamo:tuo fratello, mio padre. Ora se piango la tua scomparsa è anche per questo non poter più sentire questo afflato.Addio zia, veglia su di noi.

    1. Flora, ne hai fatto un affettuoso ed esauriente ritratto. Cosa dirti? Grazie è troppo poco. Ci vediamo a Francavilla.
      Un abbraccio.
      Filippo

    1. Grazie Nicola del tuo affetto. In questo frangente il mio pensiero va con animo grato anche ai tuoi cari estinti: alla stimata signora Vittoria e al mio amato e indimenticato maestro, don Carlo.
      Ricambio l’abbraccio affettuoso.
      Filippo Di Giacomo

  2. Con commozione, leggendo i tuoi bellissimi versi, ti rinnovo le più sincere condoglianze per la perdita della tua cara mamma. Giovanni Gazzaneo.

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