Apollineo e Dionisiaco

nietzsche-e-grecitNietzsche ha meno di trent’anni quando inizia la sua opera di demolizione sistematica di ogni forma di conoscenza. Critica la nozione di verità, l’idea di civiltà moderna, attacca il cristianesimo e i sostenitori della democrazia e dei valori umanitari.

Le opposizioni apollineo-dionisiaco ed essere-divenire, l’antistoricismo, il percorso dei grandi uomini che fuggono la massa dei mediocri, il ruolo del dolore e del tragico nella vita, le menzogne della metafisica e le finzioni delle verità illusorie sono i grandi temi che ritornano nella sua filosofia.

Non è vero che l’arte greca sia fatta di equilibrio e armonia; dietro la serenità apparente si cela il mondo dionisiaco, fatto di istinti e di violenza.

L’arte, per Nietzsche, trasforma questo magma incandescente nelle forme pacate e ordinate dell’apollineo. Nelle orge di Dioniso, le danze dei seguaci ricreano lo stato primordiale che si concretizza nell’eterno ciclo di dissoluzione e rinascita. Solo l’arte greca compie il miracolo, traducendo il dionisiaco nell’apollineo, trasformando il fondo tragico dell’esistenza nelle forme stabili e rassicuranti dell’arte.

Si tratta di un inganno che rende la vita più sopportabile. E sugli inganni si fonda la creazione di norme e verità che vengono imposte all’umanità come assolute. Quando l’uomo comincia a dare una definizione delle cose valida e vincolante, ad imporre la legislazione del linguaggio, ecco che sorge il contrasto tra verità e menzogna.

Nietzsche critica tutte le promesse di stabilità e di eternità, ipocrite e false che negano l’incertezza e la finitezza dell’essere umano.

Beatrice Ciminelli
Beatrice Ciminelli

La vita non va vissuta in attesa di un futuro migliore o in contemplazione di un passato glorioso. Va vissuta nel presente, in un andare sempre oltre, perché la felicità consiste nell’accettazione sana del divenire nel suo fluire.

Il senso della vita sta nel contrasto, nella coesistenza di questi impulsi contrastanti: l’Apollineo e il Dionisiaco. Quando questi due impulsi non sono in armonia corrompono la vita.

Parole di un liberatore o di un oppressore? Di un reazionario o di un eversivo?

L’unica parola d’ordine è andare oltre. Non a caso, lo stesso filosofo diceva di sé: ” non sono un uomo, sono dinamite”.

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