Migranti e Rifugiati ci interpellano

 

5.9.2015 visita del vice ministro Nencini a Latronico, Idee e progetti per una buona integrazione.
5.9.2015 visita del vice ministro Nencini a Latronico, Idee e progetti per una buona integrazione.

Il muro dell’intransigenza europea comincia a sgretolarsi, ma l’esodo è “biblico”.

Senza sosta le rotte dei profughi verso l’Europa. Papa Francesco lancia un forte appello per i numerosi profughi che cercano rifugio e attendono aiuto.

Per Bergoglio l’Anno Santo da lui indetto è accogliere. Misericordia e abbracciare chi è in fuga: è il senso del Giubileo. E anche la frontiera della Chiesa.

Un dramma, un’emergenza epocale quella che presenta numeri in crescita, e che deve smuovere le coscienze di chi può concretamente fare qualcosa per cambiare la situazione. La solidarietà universale è un dovere incoercibile, imperioso. Si impone quindi una mobilitazione generale: ogni indifferenza è delitto imperdonabile.

11168088_10152993352475740_7587210052197350087_nSoprassediamo sulle tensioni e scontri verificatisi recentemente in alcuni paesi lucani circa l’accoglienza dei profughi. Ci sono anche esempi virtuosi di accoglienza e gestione del fenomeno immigrazione. Lo dimostra il caso di Latronico.

E c’è l’esempio anche di San Severino Lucano che ha accolto molti profughi. E ora le stesse parrocchie di San Severino, dietro invito di Papa Francesco, vorranno e sapranno mettere a disposizione le strutture ecclesiastiche, create in questi ultimi decenni e di cui sono dotate, per l’opportuna accoglienza dei fratelli in cerca di asilo.

Migranti e rifugiati, insieme alle difficoltà, possono sperimentare anche relazioni nuove e ospitali, che li incoraggiano a contribuire al benessere dei paesi di arrivo con le loro competenze professionali, il loro patrimonio socio-culturale.

Oggi più che mai occorre recepire il messaggio di papa Francesco: “le chiese, le parrocchie, le istituzioni con le porte chiuse non si devono chiamare chiese; ma si devono chiamare musei”.

Si resta senza parole di fronte ai supplizi che devono sopportare interi popoli, oltretutto con violenze commesse in nome di Dio. Alla luce della fede e della dottrina sociale della Chiesa, vanno ricercate eque soluzioni al diritto di movimento delle persone quanto al dovere degli Stati di tutelare il bene comune dei cittadini.

don Camillo Perrone
don Camillo Perrone

È urgente un’azione diplomatica internazionale. Oggi più che mai emergono frontiere su cui si giocano l’Europa e la sua umanità. E si presenta a noi oggi un’Europa a due facce, c’è quella umanitaria e quella becere che alza muri e filo spinato. Ci aspettiamo a riguardo la ferma condanna da parte del Tribunale dei diritti umani. La crescita dei nazionalismi non può non preoccuparci.

L’Europa nel rafforzare la protezione internazionale sta facendo crescere i nazionalismi con il rischio di mettere in discussione anche Schengen.

Ma la vera emergenza non è solo quella dei profughi in Italia e nell’Europa; bensì quella dei Paesi in guerra. Non è gridando contro i profughi che si cambia qualcosa. S’intorbida lo stato d’animo di qualcuno. Il vero problema è, prima di tutto, mirare alla pace dei Paesi, come Siria, Libia, Somalia, alla stabilità di altri, come la Tunisia, all’apertura di altri ancora, come l’Eritrea e via dicendo. E poi bisogna prepararsi a vivere una responsabilità “mediterranea” propria della nostra collocazione geografica. Non è solo un peso, ma anche una chance. Per l’Europa, non c’è sicurezza, se il Mediterraneo non torna a essere un mare di pace.

 

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