Umanizzare la pena. Al convento di Lagonegro i servizi alternativi per il reinserimento sociale.

MadonnaAngeliLagonegroUn progetto pilota, primo in Italia, volto all’attuazione della normativa sulle misure alternative alla detenzione in carcere, per detenuti tossicodipendenti o con difficoltà di reinserimento sociale, partirà a breve presso il Convento di Madonna degli Angeli a Lagonegro.

E’ stato infatti siglato il 15 marzo, presso il Comune di Lagonegro, un protocollo d’intesa tra il Comune della valle del Noce, la diocesi Tursi-Lagonegro, la parrocchia di San Nicola di Bari di Lagonegro, il Ministero della Giustizia, il Provveditorato dell’ Amministrazione Penitenziaria di Basilicata, il tribunale di sorveglianza di Potenza e il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), volto alla realizzazione del progetto “Umanizzare la pena – servizi alternativi territoriali fuori dal carcere”, che consentirà ai condannati con problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti o ai detenuti che, pur essendo stata loro concessa una misura detentiva alternativa al carcere, non hanno la disponibilità di un luogo dove scontare la pena, di prendere parte ad un percorso di recupero e di reinserimento nella società.

Federica Olivo
Federica Olivo

Tre gli obiettivi del progetto, reso possibile grazie alla disponibilità della parrocchia, che ha concesso gli spazi dell’antico convento Santa Maria degli Angeli, riaperto al pubblico in occasione del Giubileo del 2000: innanzitutto la tutela della salute sia dei detenuti che delle persone sottoposte a misure cautelari coercitive, alla quale si affianca, oltre al reinserimento sociale di tali soggetti – necessario alla luce della funzione rieducativa della pena, sancita a chiare lettere nell’articolo 27 della Costituzione italiana, nonché dalla normativa internazionale sui diritti dell’uomo – la volontà di rinvigorire ed integrare il rapporto tra il sistema dell’esecuzione penale e il territorio dove la stessa viene svolta.

La struttura potrà ospitare dalle 15 alle 20 persone; svariati i progetti che saranno realizzati per raggiungere le finalità che l’intesa si propone. Il protocollo ha una durata di quattro anni, ma potrà essere eventualmente prorogato per gli anni a seguire. 

fonte: http://arrotinomagazine.it/index.php/cronache/1039-umanizzare-la-pena-al-convento-di-lagonegro-i-servizi-alternativi-per-il-reinserimento-sociale

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