Verso le elezioni amministrative dell’11 giugno

Sono diverse migliaia i cittadini, uomini, donne, giovani, anziani che domenica 11 giugno si recheranno alle urne. Si voterà per eleggere il sindaco ed una squadra in gamba che sappia amministrare, che sappia interpretare le esigenze della gente.
In Basilicata sono 24 i comuni in cui si voterà. Abbondano le liste civiche con slogan e simboli che fanno sgranare gli occhi. Tutto avviene in momenti economicamente difficili.
Quasi tutti i comuni registrano bilanci deficitari e finanziamenti ridotti.
Al presente corsa asmatica a reperire consensi ampi. Comizi in cui vengono presentati programmi amministrativi su emergenze locali in attesa del miglior verdetto che dovrà scaturire dalle urne.
Ci permettiamo di dire poi che in un periodo di incertezza sociale ed economica, chi ha responsabilità pubbliche deve sentire, promuovere e testimoniare l’esigenza di diventare quasi un presidio per le categorie più deboli; soprattutto verso coloro che, senza colpa, mancano di stabilità e sicurezza nel lavoro. È necessario, perciò, che essi uniscano onestà, autorevolezza e professionalità nello svolgimento dei compiti propri del ruolo. Ciò favorirà, attraverso una concreta e vera promozione del bene comune, un reale servizio alla giustizia e alla pace.
Lo ricorda espressamente il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa: “Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale o burocratico, bensì come un aiuto premuroso verso i cittadini, esercitato con spirito di servizio”. Tutti i comuni sono alle prese con problemi mastodontici quali: disoccupazione, cittadini che fanno la fame, spopolamento, denatalità e molti altri mali sociali.
Speriamo che non ci sia astensionismo, ma partecipazione generale nella votazione, nella ricerca del bene comune.
I nostri paesi hanno bisogno di impulsi nuovi per ritrovare il senso della partecipazione e della solidarietà, di amministratori capaci (ed attenti ai problemi delle comunità), di amministratori che abbiano idee chiare fondate sulla concretezza e non sulla nebulosità di programmi che sembrano dire tutto e non dicono nulla.


C’è bisogno di uomini “nuovi” in grado di coniugare risorse disponibili ed impegno, in un contesto di operatività e di serietà, di uomini “nuovi” che portino nelle civiche amministratori un supplemento d’anima e che diano certezze di trasparenze, quella trasparenza vera, efficace, che consente ad ognuno ed a tutti di “leggere” nelle carte, nelle azioni amministrative, abiurando la furbizia che va sempre a danno dei più deboli. Di uomini “nuoviche della politica facciano un servizio e siano a servizio della comunità e che non si servano della politica per giochi di parte o interessi di bottega. Di uomini che esprimono valori veri e li vivano. Sapendoli scegliere, rifuggendo da emotività contingenti, da programmi che spesso sono formule astratte o idealeggianti; di uomini che sappiano e vogliano utilizzare per il bene comune le risorse anche se poche e limitate. Sceglierli perciò con discernimento. La posta è importante.

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