On Peppino Molinari su scomparsa di Tommaso Sorrentino

E’ morto, la notte scorsa, un signore della politica che lascia di sé il ricordo di un uomo dedito all’impegno civile e sociale. Tommaso Sorrentino esponente storico della Dc lucana, per la quale ricoprì negli anni ’80 importanti incarichi istituzionali, si è spento dopo una vita trascorsa al servizio della sua terra.

on. Peppino Molinari

Tommaso Sorrentino seppe affrontare, come politico impegnato unicamente al raggiungimento del bene comune, il difficile momento storico del post terremoto 1980 puntando sull’ascolto, sul dialogo e sulla mediazione.

Instancabile, aveva ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi sempre con spirito di servizio e senza mai abbandonare il suo amore per l’arte della recitazione e, in particolare, per il teatro. Fu lui, infatti, il promotore della prima legge per il teatro. Ha dato il suo valido contributo come capogruppo Dc alla Comunità montana del Melandro e come componente del Comitato di gestione dell’Asl di Potenza. Sorrentino è stato, inoltre, consigliere regionale e capogruppo Dc dal 1987 al 1990.

Fu tra i fondatori e primo presidente dell’Ergal, ente che avrebbe dovuto gestire il sistema “acque” in Basilicata, è stato consigliere di amministrazione della Cassa di risparmio di Calabria e Lucania e componente della Fondazione Banco di Napoli. E’ stato, inoltre, segretario nazionale del sindacato degli agenti di assicurazioni, segretario del Comitato unitario professioni nazionali, componente del collegio nazionale dell’Ordine dei geometri per il quale ha ricoperto, inoltre, il ruolo di presidente provinciale di Potenza.

A Tommaso si deve riconoscere la grande capacità di fare sintesi delle sue esperienze professionali portando in politica idee e proposte moderne e innovative.

E’ stata persona onesta e perbene sempre pronto a dare il suo contributo alla crescita della sua terra in particolare del suo comune Tito. A nome di tutti i democristiani ho voluto dedicargli un pensiero. Sorrentino, che si è spento dopo una lunga malattia combattuta nel silenzio, ci lascia l’esempio di un uomo mite, sobrio, sempre pronto al dialogo e alla costruzione del bene comune.

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