Prima che sia troppo Tardi

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Ernesto Calluori

Il video messaggio del presidente della Repubblica alla nazioneL’Europa deve intervenire concretamente prima che sia troppo tardi” aveva la forza di una aspra critica ai Ventisette che il giorno prima si sono riuniti in video conferenza nel più disastroso Consiglio dell’Unione europea, nel quale i falchi Olandesi, tedeschi, austriaci, hanno rinviato la richiesta di aiuto sugli Eurobond.

Per Mattarella, l’Italia non merita un simile schiaffo morale. Ma il virus colpisce senza distinzioni di nazionalità e impone all’Europa di adottare misure nell’interesse di tutti. E’ opportuno ricordare senza drammatizzare e guardando alle cose così come esse sono, e non come vorremmo che fossero, dobbiamo chiederci con serietà, quale Europa abbiamo costruito in tutti questi anni. Il Coronavirus sta attirando l’attenzione del mondo sul vecchio continente e sulla sua capacità di gestire l’emergenza. Molte differenze stanno caratterizzando l’approccio di diversi Stati per la mancanza di un modello unitario che evidenzia quanto il percorso sia impervio verso una autentica unione. L’Europa non ha saputo darsi una strategia comune a fronte dell’emergenza in atto. Sono esplose pericolose cecità. Si è guardato all’esplosione in Italia con un certo distacco fino al coinvolgimento degli altri Stati. La causa di tutto questo è da individuare in una mancanza di visione europea dei problemi, nell’ambito di una globalizzazione che non è solo economica.

Il dopo virus non sarà una stagione come le altre ma una sorta di dopoguerra, dove, oltre alla contabilità dei caduti si dovrà ripartire per costruire il futuro per chi al virus ha saputo resistere. Nulla sarà più uguale a prima, al modo in cui abbiamo guardato fino a oggi alla società capitalistica costruita solo sul Dio denaro e sul profitto. Ne consegue a livello mondiale, la creazione di una società più solidale e non egoistica, nella quale le tecnologie serviranno a fare stare meglio e a diminuire le disuguaglianze nella società. Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia con immagini che sarà impossibile dimenticare – precisa il Presidente – in riferimento ai numerosi decessi e, in particolare alla generazione più anziana. In chiusura di questa Nota, per la drammaticità dell’emergenza, ci piace menzionare per inciso l’Art. 38 della Costituzione Italiana che così recita

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.

A questo punto, dovremmo fermarci tutti per una riflessione collettiva.

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