“Lucania al Cinema” a Torino

La Basilicata è terra innervata da suggestioni arcaiche, che nel corso dei millenni ha attratto popoli di lingue e culture diverse. Una malìa che pervade luoghi, ancora oggi intatti e inesplorati, e paesi animati da individui avvezzi alle fatiche e alla sopportazione delle contrarietà del Fato.

Se ne rese conto anche Carlo Levi, che in piena temperie fascista conobbe questa regione, sede del suo confino a causa della incoercibile opposizione all’ideologia liberticida del Duce. Una condizione che probabilmente lo animò nel maturare una concezione del “ghetto”, visto come simbolo di segregazione umana, che non riguardava esclusivamente gli Ebrei, ma quanti, in un regime assolutista, affrontavano discriminazioni, ostacolo e negazione di ciò che conferisce dignità alla vita umana.

È però un Carlo Levi inedito quanto originale quello che ispira “Viaggio ai Confini”, un racconto frutto della inventiva di Gianni Maragno e trasposto in video per la regia dello stesso Gianni Maragno e Maurizio Ruscigno, avvalendosi delle musiche originali del giovane compositore grassanese Nino Bolettieri.

Carlo Levi

Agisce da filo conduttore della produzione il diario di viaggio di una studentessa francese alla scoperta dei luoghi in cui è ambientato Cristo si è fermato a Eboli; la visita, intralciata dalle conclamate difficoltà di spostamento in quell’area, si annoda al fortuito incontro con un giovane locale appassionato di letteratura, determinando un legame sentimentale, sorretto dalla ricerca della felicità attraverso la conoscenza.

Le pagine del Cristo leviano fanno da contrappunto alla storia sentimentale dei due giovani, che si fanno interpreti di storie e documenti che ricollegano la presenza del medico torinese, a Grassano prima e ad Aliano succesivamente, con vicende sconosciute che interessarono i territori compresi tra Agri e Basento, delineando una fascinosa reinterpretazione della genesi di quel romanzo.

Come in un giallo, la sommatoria delle coincidenze riscontrate attraverso un lungo lavoro di scavo tra i documenti d’archivio portano alla luce, storie e avvenimenti che consentono di osservare sotto una diversa angolazione la grande umanità di Carlo Levi.

I gusti, le passioni, le scelte di vita dell’uomo e dell’artista acquistano rilevanza innovativa se illuminate da una ri-visitazione e da un ri-esame della storia di ambiti e persone. Coniando un nuovo termine, si potrebbe introdurre un criterio di “Levi-sionismo”, inteso come corrente di pensiero che mira a superare le barriere del “ghetto”, insito nell’animo di ogni individuo di qualsiasi credo religioso o ideologia politica, al fine di liberarlo da ogni forma di segregazione e di dipendenza.

Craco

La prima assoluta non poteva che tenersi in Piemonte, la regione che ha dato i natali al medico, scrittore e pittore e che ha deciso di onorarne la figura attraverso la rassegna dedicata al cinema lucano. In questo ambito la produzione materana sarà proiettata il 20 ottobre nei suggestivi ambienti del CineTeatro ‘Splendor’ di Chieri, comune della Città Metropolitana di Torino.

Una anticipazione, infine, sul tema dell’attualità del pensiero e dell’azione di Levi che rivivono anche nell’opera lirica “levisionista” dal titolo Don Carlo Levi su libretto di Gianni Maragno e con le musiche di Nicola Samale, in una produzione in approntamento a cura dell’associazione materana La Camerata delle Arti e in programma nella stagione 2021.

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