Innocenti (poesia)

INNOCENTI

 

Onde su onde,

radici profonde.

L’aer’e’ fosco,

un albero solo e’ già bosco.

Antonio Giulio Covino

Nei funesti giacigli,

all’ardente desio dei famigli,

gloriosi innocenti vetusti,

soli, nei tetri confini angusti.

Sguardo all’uscio, vana l’attesa

di veder la mano tesa

che porga una rosa, un sorriso,

…ma l’oraggio bagna il viso.

Sibili x gli stretti lumi,

terror per i grumi.

Dei congegni s’ode il limio,

nel duol s’invoca l’oblio.

All’amorfo diaframma di ghiaccio,

un surrogato d’abbraccio.

Occhi languidi, attoniti,

pervasiva incertezza e gemiti.

Barba bianca, barba bianca

tornerai alla tua panca?

Scrigni di saviezza e valori,

custodi di virtù ed onori;

malefica, l’onda invasiva

di voi, innocenti, si priva.

E voi, novizi dai desideri smodati,

bramate l’effimero, accattivati.

Mai satolli di bella vita,

sollazzo, apericena, movida.

Dell’avviso ridontante:

“orecchie da mercante”;

mentre a casa si piange, si prega,

muta il boia, dileggia e le mani si frega.

Onde su onde,

rapite, vanno le fronde:

una, dieci, centomila

per il cielo tutt’ in fila.

Barba bianca, barba bianca….

piange pure la tua panca!

Antonio Covino 21/02/21

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