L’idea di Parco Nazionale del Pollino

Nel 1968 l’idea di Parco Nazionale comincia a prendere consistenza. Un consistente gruppo di intellettuali, sostenuti da tanti giovani e associazioni ambientaliste, in primis WWF, Italia Nostra, Lega Ambiente, reagirono vibratamente, al tentativo di un’oscura società, “Pollinia”, di voler costruire un villaggio turistico che avrebbe compromesso o distrutto l’intero massiccio!

Giuseppe Peluso

Voglio ricordare la tenacia con cui si batterono A. Cederna, F. Tassi, F. Pratesi e tanti altri.

Nel 1972, il Principe Filippo di Edimburgo, sollecita le Autorità italiane ad intervenire per salvaguardare dell’estinzione un falco presente solo sul Pollino.

Il 31/12/90, il Governo, pressato anche dalla forte determinazione del PCI e da altre forze della sinistra, emana il Decreto n. 26 che dispone misure provvisorie di Salvaguardia del Parco Nazionale del Pollino.

Il 6/12/91 arrivò anche la legge istitutiva del Parco Pollino, la n. 394. Nel frattempo crescevano anche i nemici del Parco.

Ai contrasti politici e amministrativi, si aggiungevano le minacce fisiche.

Nel 1992, delle mani sacrileghe, nottetempo, diedero fuoco al Pino, assurto a Simbolo del Parco!

Esso era radicato nei pressi della Grande Porta, circondato dalle Serre delle Ciavole e Crispo.

Proteso verso il Grande Piano sottostante, sembrava accogliere tranquillo, i tanti visitatori e pastori che ivi si recavano, sia un per osservare il paesaggio incantevole, sia per un meritato riposo o dissetarsi al piccolo rivolo che ivi scorre perenne!

Il tutto accadeva sotto l’assiduo sguardo del Dolcedorme e Serra del Prete.

Gli amici della Natura e dell’Uomo non si diedero per vinti!

Nel 1996, con le solite Associazioni Ambientaliste, organizzammo una visita al Pino ferito.

Mi diedero il piacere di mettere a dimora una rigogliosa piantina!

I resti di Grande Pino, ancora bruciate una seconda volta nel 2007, sono ancora lì, come lapidi votive, a testimonianza della eterna lotta che c’è tra il Bene e il male!

Monte Pollino “il pino loricato”

Vorrei anche ricordare che, prima del Parco, nei nostri Paesi ci si poteva riposare e ristorarsi solo presso le famiglie ospitali dei nostri contadini. Ora vi sono diffusi alberghi e ristori.

Decine di giovani hanno trovato occupazione nelle attività più varie che si sono di recente affermate. È ancora poco.

Ma, senza di loro, la desertificazione sarebbe stata più rapida. Aveva ragione l’economista Paolo Leon.

Ci ricordava che lo sviluppo economico si sarebbe bene conciliato con la salvaguardia ambientale!

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