Calvario a 5 croci a Francavilla come a Montegiordano

Sono in molti a chiedersi come mai il Calvario di Francavilla abbia 5 croci anziché 3 come altrove, domanda alla quale spesso non si ha risposta, crediamo di aver trovato una motivazione a tale quesito.

Calvario Francavilla in Sinni

Tutto ha inizio da un post su facebook del prof. Antonio Fortunato, il quale chiedendosi ancora una volta il perchè di questa presunta “anomalia” si è visto rispondere dal nostro comune amico Rocco Amorosi che attraverso sue ricerche in merito, ha trovato una risposta che potrebbe soddisfare questa curiosità collettiva.

Sul sito del Comune di Montegiordano (CS), la dr.ssa Loprete Teresa Carla ha pubblicato una sua ricerca storica, illustrando le ragioni di questi Calvari a 5 croci.

Il nesso di Francavilla con Montegiordano potrebbe essere legato alla presenza di Mons. Carmelo Fiordalisi quale Parroco nel nostro Comune al momento della costruzione del Calvario.

Per tutti coloro i quali volessero approfondire tale curiosità, l’articolo che vi proponiamo a seguire potrebbe rappresentare un momento di partenza, vogliamo pertanto ringraziare il prof. Antonio Fortunato per aver posto pubblicamente il quesito, Rocco Amorosi per aver sottoposto all’attenzione questa ricerca ed alla dr.ssa Loprete Teresa Carla per aver messo a disposizione di tutti questa sua ricerca.

Giuseppe Di Giacomo

IL CALVARIO

Calvario di Montegiordano

Monumento a cinque croci, costruito, presumibilmente, nella prima metà del 1800, dopo una Missione dei Padri Redentoristi.

Il Calvario a 5 croci, che ricordano I l’Agonia di Gesù nel Getsemani, II la Flagellazione, III l’Incoronazione di spine, IV la Salita al Calvario di Gesù caricato della Croce, V la Crocifissione e Morte di Gesù, è tipico dei Padri Redentoristi (congregazione fondata da S. Alfonso Maria dei Liguori nel 1732 per l’evangelizzazione dei popoli e delle campagne), e veniva costruito dopo una loro Missione a perenne ricordo dell’avvenuta evangelizzazione della comunità visitata.

A Montegiordano, inoltre, il venerdì che precede la Domenica delle Palme, veniva praticato il culto della Via Matris, dei Sette Dolori di Maria, devozione propria dei Redentoristi. Dell’esistenza di questa tradizione ne è prova la collocazione di sette croci lungo il perimetro esterno del paese che passava dall’antica Chiesa Madre distrutta, per concludersi al Calvario. Oggi se ne conserva appena il ricordo in poche persone anziane.

Calvario di Montegiordano

Nel 1835, il reverendo sacerdote Padre della Congregazione Santissimo Redentore, Gaetano Maria Pace (1) , ospite della famiglia Formichella-Sarandria, proprietaria della cappella del Divin Pastore (Madonna della Pastorella), impartisce, come dal Libro dei Nati, il battesimo alla loro primogenita (Alfonsina Maria). La cerimonia fu tenuta in casa perché la piccina era in pericolo di vita. La presenza del Padre Redentorista, ospite presso privati, mi ha fatto pensare ad una certa familiarità che i Formichella – Sarandria dovevano avere con la congregazione visto pure la dedica della loro cappella alla Madonna del Divin Pastore, che rimanda alla mente lo scopo della missione Redentorista, legata appunto all’evangelizzazione delle campagne.

Questa è una mia ipotesi non confortata, purtroppo da alcuna documentazione. Un piccolo aiuto mi viene dalla toponomastica. Infatti, in seguito ad una verifica effettuata sui registri degli atti di nascita, conservati al Comune a partire dal 1810, in cui veniva segnata la contrada, e più tardi la via, dove abitava il nascituro, ricorre, a partire dal 1810 la voce “Strada dell’Orto della Croce”, “Strada della Croce”, o, più semplicemente, “Le Croci”.

Calvario di Montegiordano

(1) Gaetano Maria Pace, di Saverio e di Cirillo Vittoria, nato il 16 febbraio 1799 a Catanzaro; ordinato sacerdote il 1 giugno 1822; fu anche nominato Rettore di Tropea per il triennio 1836-39. Rettore del Collegio S. Antonio di Corigliano nel 1840. Fu espulso il 23 maggio 1849 perché, essendo stato allontanato da Corigliano, vi ritornò contro l’obbedienza dovuta al Rettore Maggiore. A Corigliano, nella chiesa e convento di S. Antonio vi erano stati i Frati Conventuali fino alla soppressione napoleonica del 1806. Nel 1820 furono affidati ai Redentoristi in seguito ad una missione ivi predicata.

Dott.ssa Loprete Teresa Carla

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