Ernesto Calluori
Non passa giorno che non venga iniziata qualche ricerca, convocata qualche tavola rotonda o qualche convegno, promosso qualche dibattito sui mutamenti che stanno sconvolgendo il mondo delle professioni. Cosa sta accadendo? Sta accadendo che la vasta gamma del lavoro terziario e del lavoro impiegatizio è progressivamente sostituita da quelle professioni emergenti, svolte da professionisti, tecnici che vengono chiamati “quadri”.
Successivamente la rivoluzione informatica ha fermato la crescita dei dipendenti nei settori finanziari e assicurativi con l’esplosione di alcune professioni interessanti nelle strutture produttive e nei livelli di reddito. Al settore dell’agricoltura, molto importante, venne l’industria e con essa l’aumento del reddito pro capite che ha contribuito a differenziare la struttura della domanda di beni e quindi anche a struttura delle professioni. Con la continua crescita del reddito pro capite e l’adozione di obiettivi sociali, quali la diffusione dell’istruzione e la tutela della salute, la domanda di beni e le strutture della produzione si sono diversificate ulteriormente. Ha cominciato a decrescere la quota del reddito spesa per prodotti industriali, quali l’auto, il frigorifero, il televisore ecc., e ad aumentare, invece, la quota del reddito spesa per l’attività educativa e ricreativa, per la bellezza e della salute. A questo punto, il progresso tecnologico fa il resto e si cominciano a intravedere le meraviglie della telematica, ossia l’uso congiunto del telefono e del video e quindi, il mondo delle professioni è investito da cambiamenti radicali e le antiche professioni devono cambiare totalmente impostazione.
