Leonardo Pinto
La distinzione tra “vivere per la politica” e “vivere della politica” è un concetto che esprime due modi diversi di interessarsi di politica: il primo indica un servizio disinteressato teso al perseguimento del “bene pubblico”, il secondo rappresenta una professione finalizzata alla cura di interessi personali.

Si tratta di distinzione focalizzata dal sociologo e filosofo Max Weber nel suo saggio “La Professione Politica”.
VIVERE PER LA POLITICA
è un ideale di servizio del politico mosso da una profonda passione e da un senso di responsabilità verso la comunità. Il fine è il “bene comune” e il progresso della società. Si basa su “devozione” e etica della convinzione.
VIVERE DELLA POLITICA
la politica viene intesa come fonte di reddito e di carriera. Obiettivi: vantaggi personali, potere e guadagno economico.
Da sempre diffido di coloro che, per mestiere, si occupano solo politica per due ordini di motivi:
– il primo, perché non hanno esperienze lavorative, indispensabili per poter comprendere appieno i fenomeni sociali e i bisogni della comunità per poter individuare ed attuare idonei rimedi politici;
– il secondo, perché i derivati vantaggi personali li distraggono dall’esigenza di buona gestione delle Istituzioni pubbliche poiché il loro obiettivo principale non é la tutela dell’interesse pubblico, ma il tornaconto personale necessario per poter poter soddisfare propri bisogni di vita.

Per rigenerare lo Stato e i servizi pubblici, a iniziare dalla sanità pubblica e la tutela dell’ambiente, abbiamo bisogno di politici che vivono per la politica e di politici che vivono di politica.