La pittura sul “teatro della vita” Intervista all’artista Giacomo De Troia.

Originario di Lucera, Foggia, Giacomo De Troia, artista autodidatta, dimostra, sin da giovane, il proprio talento innato verso il disegno, inizializzando la sua attività creativa con terracotte ornamentali, ceramiche, vetrate d’arte per cappelle (…)

dipinti di Giacomo De Troia

La sua volontà profonda di comunicare attraverso l’arte sfocia nella pittura: per la prima volta ha esposto le sue opere nell’anno 1990, presso il circolo culturale “Strizzi” di Lucera. L’anno successivo, già noto nella sua città, viene invitato, dalle autorità locali, per una mostra personale di pittura astratta presso un edificio scolastico: l’evento ha riscosso un gran successo.
Successivamente, ha messo in campo un altro importante evento espositivo al Museo Civico di Vieste, con quadri ad olio su tela. Svariatissime sono state le collaborazioni con artisti di fama, attraverso le quali ha arricchito il suo già solido bagaglio pittorico.
Entra a far parte, dopo essere stato apprezzato dal disegnatore, ceramista e scultore Guerrino Bardeggia, del gruppo “Arte per la Vita”, così come di tanti altri contesti culturali di rilievo.
La grammatica pittorica che De Troia esprime è pensiero, riflessione, metafora della realtà esistenziale, dialogo continuo della propria interiorità: si focalizza sull’enigma del vivere e sul mistero dell’essere (…)

dipinti di Giacomo De Troia

Il tuo stile pittorico è stato definito “fiabesco”. In che modo rappresenti la realtà?


Rappresento la realtà attraverso la “denuncia”.

Il “teatro della vita” mi accompagnerà sempre, cerco di esprimermi attraverso i miei colori: proietto, così, i miei stati d’animo, il mio umore, relativo soprattutto all’umanità che si è “imbottigliata” in un tunnel senza uscita. Io non prediligo i compromessi, sono sempre stato refrattario all’omologazione, alla modernità, agli schemi prefissati. Credo nei valori veri, che appaiono ormai repressi. L’arte, dunque, ha la forza di denunciare, e di veicolare questi importanti messaggi.

Attraverso i tuoi dipinti, si percepisce il tuo anticonformismo, il tuo concetto di libertà, la tua autenticità.

L’arte deve essere libera, è espressione della propria essenza: resta vera, viva, lascia le tracce del proprio passaggio, anche quando diviene scomoda.
Essere sé stessi è prioritario, seguire le mode e le tendenze, per nascondere sé stessi, significa perdere la propria anima. Ogni maschera è destinata a cadere.
Un confronto proficuo, che è rimasto impresso nel mio cuore, è stato quello che ho avuto con Guerrino Bardeggia, di Cattolica, dove “nasco” artisticamente.

L’aspetto onirico, sognante: è predominante nei tuoi quadri.

Si, esprimo l’inconscio: le linee, le forme, i colori sono tutto ciò che mi attraversa interiormente in un determinato momento. Oggi si parla di intelligenza artificiale, ma le emozioni vere nascono dalle proprie esperienza, dal proprio dolore, dalla propria gioia.
L’arte, quando è autentica, crea confronti bellissimi tra le persone, e sdrammatizza gli attuali temi drammatici.

Attraverso l’arte è possibile analizzare sé stessi.

Certo, l’arte è terapia, libera la mente, devia dal convenzionalismo, dal materialismo che massacra gli ambienti: tempo fa ho partecipato ad un evento, a Roma, con un mio dipinto intitolato “Bocca di rosa”, focalizzato sulle tematiche relative al cantautore Fabrizio De André, ancora attualissime.
All’interno di un’altra rassegna, ho presentato una mia opera intitolata “Get on up”, un album di James Brown: la proiezione della grinta, della forza, di uno stile inimitabile, unico.

Giacomo De Troia

I messaggi sociali che veicoli attraverso la tua arte sono ben “accolti” da chi osserva?

L’arte la “accoglie” chi possiede una forte sensibilità. Mi dispiace dirlo, ma la sensibilità e l’empatia, oggi, scarseggiano. Molti esseri umani si lasciano abbagliare da false luci, la luce vera è nella capacità di guardare “oltre”.
La mia pittura è un richiamo anche al cristianesimo: l’uomo per eccellenza, che non ha accettato alcun compromesso, è stato Gesù Cristo.

La vita è un mistero: attraverso l’arte si cerca di svelarlo, anche se non del tutto.

E’ un sogno da difendere, è come una corazza che protegge dalle varie invasioni.

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