Antonio Fortunato
Le poste italiane nel nostro comune non hanno mai avuto la proprietà degli immobili dove era allocato l’ufficio. La cosiddetta variante del paese, cioè Piazza Amendola, punto centrale della vita commerciale e snodo viario con spazi adeguati è stata sempre prescelta dalla direzione delle Poste per l’ufficio locale. Infatti fino agli anni ’60 la sede dell’ufficio Poste e Telegrafo, come si chiamava una volta, era nei locali di Torino Costanza; negli anni ’60/’70 l’ufficio venne trasferito nei locali di Salvatore Ciminelli, l’ex portalettere Totore deceduto anni fa; dagli anni ’70 al 1985 l’ufficio ha occupato l’immobile dell’ex storico bar di Biagino Mele.
Il bus della sita che consegnava la corrispondenza e altro e i cittadini che andavano nell’ufficio avevano tanti benefici perchè c’era spazio, poco traffico e baricentrico rispetto agli altri rioni. Dal mese di settembre 1985 la direzione PT di Potenza, per motivi igienici decise di trasferire l’ufficio nei locali del signor Buccino Policarpo in via Emanuele Gianturco, in cui furono eseguiti tutti i lavori di adeguamento finanche le cancellate alle finestre tutt’ora esistenti.
L’amministrazione comunale dell’epoca con nota di protocollo 2556 del 6/9/1985 comunicò il parere contrario al trasferimento dell’ufficio postale in via Emanuele Gianturco per timore di gravi proteste dei cittadini perchè è in atto una forte agitazione determinata dal grave pericolo alla pubblica incolumità che l’utilizzo di nuovi inidonei determinerebbe.
Infatti, dopo la determinazione da parte della direzione poste di Potenza del trasferimento da Buccino, occupammo l’ufficio postale dopo aver sensibilizzato la comunità con una sottoscrizione e riunioni nella sezione del Partito Comunista Italiano.
Il trasferimento fu dirottato nei locali di Leopoldo Spaltro in via Matteo Cosentino. Noi in quella circostanza proponemmo i locali del mercato coperto o quelli di Biagio Mele più idonei per la sicurezza delle persone anziane. Dai documenti in mio possesso, il trasferimento doveva essere provvisorio, in attesa che l’ente Poste provvedesse a impiantare i classici prefabbricati che troviamo nei comuni limitrofi su un suolo prescelto dal comune. Invece tutti i sindaci che si sono succeduti non hanno mai affrontato il problema, nonostante che i locali non fossero adeguati alle nuove funzioni e servizi che l’ente Poste man mano introduceva.
A tal proposito vi furono segnalazioni di Giuseppe Di Giacomo, segretario della sezione dei Comunisti Italiani, e dello scrivente. Il personale dell’ufficio è stato adeguato ai nuovi bisogni ed egregiamente svolge il proprio dovere di fronte a una clientela sempre più in espansione. I locali invece non sono stati sufficienti a ospitare il nuovo servizio di smistamento che è stato dirottato nell’ufficio postale di Chiaromonte. La mattina del 13 novembre ultimo scorso i primi utenti trovano la serranda dell’ UP sbarrata con un avviso: “CHIUSURA TEMPORANEA UFFICIO DAL GIORNO 13/11/2025 AL 29/11/2025 PER INTERRUZIONE SERVIZIO IDRICO”.
Non si tratta di un problema idrico alla rete del paese, ma un problema “di insorgenza di un contenzioso con la proprietà dell’immobile”.
Non vogliamo entrare nel merito del contenzioso tra i proprietari e poste italiane, ma una vibrata protesta e indignazione la rivolgiamo ai dirigenti delle Poste Italiane di Potenza per il modo come tratta la clientela numerosa e fruttuosa di Francavilla sospendendo il servizio dalla sera alla mattina. Per il nostro rispetto e per la funzione di pubblico servizio bisognava provvedere a inviare un’unità mobile come avvenuto in passato.
Dopo le proteste del Sindaco e della consigliera Silvana Abitante, l’assessore regionale Cupparo è intervenuto con i responsabili delle poste e il problema da quanto comunicato dal Sindaco Romano Cupparo è stato risolto: dal 18 prossimo l’ufficio riprenderà ad erogare il servizio. Senza dubbio una bellissima notizia, ma abbiamo messo la testa sotto la sabbia come lo struzzo.
Perchè i problemi dell’inadeguatezza dei locali, la mancanza di sicurezza per i cittadini più volte segnalata e l’impossibilità di ripararsi quando piove nell’attesa del proprio turno e la mancanza dei servizi igienici per gli utenti rimangano. Questo è il vero problema. Potrebbe esserci anche del radon, gas cancerogeno che si sviluppa nei locali cosa che non è stata mai verificata.
Il sindaco dovrebbe dare corso alle sue intenzioni dichiarate mettendo a disposizione delle poste italiane altri locali idonei oppure concedere un suolo sul quale realizzare gli uffici delle poste. Potremmo assegnare per l’ufficio postale i locali degli ex bagni pubblici anche se c’è un finanziamento in corso oppure buttare giù il capannone delle bocce e costruire un ufficio moderno compatibile con l’ambiente circostante, con bagni pubblici panchine e altri servizi senza deturpare il verde, anzi si potrà ripristinare quello occupato in precedenza.

