Sant’Angelo le Fratte ricorda Salvatore Pacella: a vent’anni dalla scomparsa un convegno sulla sua eredità civile e amministrativa

Sant’Angelo le Fratte si prepara a vivere un momento di riflessione e memoria collettiva nel segno della propria storia civile e istituzionale. Giovedì 9 gennaio, alle ore 17, presso la sala del Cinema Comunale, l’associazione “Le Radici della Libertà” promuove un convegno commemorativo a vent’anni dalla scomparsa di Salvatore Pacella, figura centrale della vita pubblica del paese e sindaco per ben diciotto anni.

Salvatore Pacella

L’iniziativa nasce con l’intento di restituire alla comunità il profilo umano e politico di Pacella, ricordandone il percorso di uomo, cittadino e amministratore che ha segnato una lunga stagione della storia locale. Un’occasione non solo celebrativa, ma anche di approfondimento e confronto, volta a rileggere il suo impegno amministrativo e il legame profondo con Sant’Angelo le Fratte.

Il convegno si svolge con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e sarà presieduto da Pietro Spera, presidente dell’associazione promotrice. I lavori saranno aperti dal saluto istituzionale del sindaco Vincenzo Ostuni, a testimonianza della continuità ideale tra le diverse stagioni amministrative e del valore della memoria come patrimonio condiviso.

Seguiranno gli interventi di Michele Pacella e Rosalba Marchese, che offriranno contributi di riflessione sul ruolo svolto da Salvatore Pacella nella crescita civile e sociale della comunità. Ampio spazio sarà riservato anche agli interventi del pubblico, a sottolineare il carattere partecipativo dell’incontro e il desiderio di dare voce ai ricordi e alle testimonianze di quanti lo hanno conosciuto e stimato.

Le conclusioni saranno affidate all’onorevole Peppino Molinari, chiamato a tracciare una sintesi del significato politico e umano dell’esperienza di Pacella, collocandola nel più ampio contesto della storia istituzionale lucana.

L’appuntamento del 9 gennaio si configura così come un momento di memoria attiva, capace di unire passato e presente, e di rinnovare il senso di appartenenza di una comunità che, nel ricordare uno dei suoi protagonisti, riflette anche sui valori della partecipazione, del servizio pubblico e della responsabilità civile.

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