Potenza. Gli studenti tornano in piazza piazza contro il caro-vita.

Marsico (Consulta Studenti): <<Chiediamo misure economiche dalla Regione>>
Chiorazzo (BCC): <<La voce dei giovani va ascoltata, servono risposte concrete al caro-vita>>

Dopo la manifestazione di protesta all’inizio del mese e l’assemblea studentesca straordinaria del 19 ottobre 2026, con la partecipazione di oltre 600 studenti, arriva la decisione della Consulta Studentesca. L’iniziativa supportata anche dal Vicepresidente del Consiglio Regionale, Angelo Chiorazzo, che commenta: <<le proteste degli studenti, non gli scontri e le azioni di violenza, necessitano di ascolto da parte delle istituzioni e di azioni concrete consequenziali.>>

 

POTENZA. Dopo circa una settimana dall’assemblea studentesca straordinaria che si è svolta lunedì 19 ottobre al Liceo classico di Potenza e che ha visto il coinvolgimento di oltre 600 tra studenti e docenti, arriva la decisione annunciata dalla Consulta Studentesca: il 30 ottobre 2026 gli studenti scenderanno in piazza per protestare contro il caro-vita, ed in particolare il caro-benzina, e contro l’aumento vertiginoso del prezzo del materiale scolastico e dei viaggi di istruzione, barriera che impedisce per migliaia di studenti l’effettivo esercizio del diritto allo Studio sancito dalla Costituzione.

La manifestazione partirà alle ore 9:30 da Piazza Don Bosco e raggiungerà la sede della Regione Basilicata.

La decisione, presa dai Rappresentanti degli Studenti di tutti gli istituti scolastici del capoluogo lucano, viene annunciata dal Presidente della Consulta Provinciale Studentesca di Potenza, Italo Marsico, che dichiara: <<La Basilicata e tutto il Sud-Italia stanno cadendo a pezzi a causa della crisi economica che ha portato all’aumento vertiginoso del costo della vita. Studenti e studentesse non sono estranei alle questioni economiche della società in cui vivono e per questo sono determinati nel pretendere, da parte del Governo regionale e nazionale, delle misure finanziarie precise, volte ad arginare il caro-vita, ed in particolar modo il caro-benzina, ed assicurare l’effettivo esercizio del diritto allo Studio, mediante la limitazione o calmierazione del costo del materiale scolastico e dei viaggi di istruzione che in ogni annualità scolastica le famiglie sono chiamate dover sostenere, trovandosi spese superiori ai 500 euro!>>

Anche dalla Politica regionale arriva il supporto per l’iniziativa degli studenti. “La voce degli studenti che si leva dalla Basilicata, come dal resto d’Italia e d’Europa, non può essere sottovalutata né liquidata riconducendo le manifestazioni di protesta alle azioni di pochi violenti, che vanno sempre condannate. Le ragioni del disagio e della mobilitazione dei giovani meritano, invece, una lettura attenta da parte delle istituzioni e un ascolto che non sia soltanto di circostanza, ma al quale seguano risposte e azioni concrete”. Lo dichiara il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, esprimendo attenzione alle ragioni della mobilitazione studentesca contro il caro-vita.

Il costo crescente dei libri, del materiale scolastico, dei trasporti e dei viaggi di istruzione rischia di trasformarsi in un ulteriore fattore di disuguaglianza, penalizzando soprattutto gli studenti delle famiglie economicamente più fragili. Dobbiamo riaffermare il valore della scuola pubblica come luogo di formazione, crescita e inclusione, garantendo a tutti pari opportunità di accesso all’istruzione, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali. È su questi temi che la politica, a partire dalle istituzioni regionali, deve dimostrare capacità di ascolto e soprattutto di intervento concreto”.

Tra le organizzazioni promotrici vi sarà la Primavera Giovanile, il cui Presidente, Michelangelo Maio, dichiara: <<I giovani, specie in Basilicata, rivendicano, agendo fin da ora, una cosa semplice: determinare il futuro della propria terra. L’inefficacia delle risposte della politica nazionale e regionale, genera un ulteriore aggravarsi della crisi già presente, alimentando nei giovani e nelle loro famiglie una sensazione di rabbia e sfiducia, poiché chiamate ad affrontare ogni giorno difficoltà concrete, con prospettive sempre più incerte. Gli episodi di aggressione, non possono spostare l’attenzione dal merito al metodo della manifestazione. Pur condannando la violenza ingiustificata, una politica seria e responsabile deve saper accogliere le istanze della popolazione e offrire risposte concrete, piuttosto che attuare misure repressive. I giovani lucani scendono in piazza dando esempio di civiltà, che ci si aspetta arrivi anche da parte di chi governa.>>

La Consulta Provinciale degli Studenti di Potenza ha peraltro richiesto, al termine della manifestazione, un incontro istituzionale con la Presidenza della Giunta Regionale al fine di individuare delle possibili soluzioni condivise.

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