IL LEGIONARIO del giovane regista bielorusso Hleb Papou, all’Istituto penale minorile di Potenza

Siamo alla terza stagione consecutiva, con la proposta di cinema e riflessioni con i giovani dell’Istituto penale minorile di Potenza. Attività di cultura cinematografica che rientra nel progetto “Libera#Dentro – Giustizia e Memoria”, promosso da Amunì, il settoregiustizia minorile di Libera nazionale, e da Libera Basilicata – presìdi di Libera del Vulture Alto Bradano e Val d’Agri con il CineClub Vittorio De Sica Cinit.


Secondo il concetto kantiano: “Non bisogna insegnare pensieri, ma insegnare a pensare”, si ripropone l’idea di ri-educazione ai sentimenti che non deve limitarsi a trasmettere contenuti o idee preconfezionate, ma deve promuovere lo sviluppo della capacità autonoma di ragionamento. Scriveva Albert Einstein: _Se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, vivrà tutta la vita credendosi stupido._ Ed è proprio all’insegna di questo aforisma del grande scienziato che il nuovo ciclo di cortometraggi all’Istituto penale minorile intende proporre opere cinematografiche che sappiano raccontare ai giovani il mondo contemporaneo, le difficoltà quotidiane e le possibilità di emanciparsi dal disagio individuale e collettivo. Il cortometraggio in visione è _IL LEGIONARIO_ del giovane regista bielorusso Hleb Papou, che si è diplomato in regia a Roma. Vincitore al festival Tulipani di Seta Nera, il regista ha inviato un messaggio ai giovani dell’Istituto potentino, sottolineando il concetto di misericordia. Con le immagini, con la visione di film e la loro riflessione, dovremmo essere in grado di aprire i giovani a sentimenti che forse mai avevano provato. Scomodando Socrate: il giudizio più attendibile è dentro di noi, ossia siamo noi, ciascuno di noi che deve farsi carico delle nostre scelte decidendo cosa vogliamo fare di noi stessi. L’umanità prevalga sempre. In breve, il film del giovane Hleb ci porta nel reparto antisommossa della Capitale, dove Daniel è l’unico poliziotto di origine africana. Un intervento di sgombero condominiale ai danni di 150 famiglie occupanti lo pone di fronte a un dilemma. Fra gli occupanti ci sono sua madre e il fratello. Un tema attualissimo che coinvolge le fasce più deboli, più esposte al rischio di marginalità. E talvolta di violenza.

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