Il Pontefice icona di sinistra

Il Papa a Lampedusa

Il lavoro che non c’è, la politica che non fa il proprio dovere, i fenomeni migratori, l’esclusione che porta a drammi quali i suicidi e il terrorismo. È un messaggio dal forte contenuto marxista quello di Papa Francesco, che in visita all’Università Roma Tre, per incontrare la comunità dell’Ateneo, ha deciso di parlare a braccio rispondendo alle domande degli studenti. “In un società dove la politica si è abbassata tanto, e sto parlando della società mondiale, non solo di qui, si perde il senso della convivenza sociale”, ammonisce Bergoglio, facendo esplicito riferimento ai media, agli insulti sui giornali e alla società liquida. “Dove non c’è il dialogo c’è violenza“, sottolinea il Pontefice, invitando alla coesione.

Beatrice Ciminelli

 

Quando c’è economia liquida c’è mancanza di lavoro, c’è disoccupazione“, e ciò ha costi sociali altissimi, perché porta a suicidi, provoca che uno si arruola in un esercito terroristico, così trova un senso alla propria vita”. Un problema soprattutto per i più giovani, come la platea di studenti che acclama il Papa.

E parlando di emergenze sociali, non è mancato un riferimento ai migranti. “Le migrazioni non sono un pericolo, sono una sfida per crescere“. E allora “ogni Paese deve vedere che possibilità ha di accogliere, ma tutti devono farlo”, i migranti “sono uomini e donne come noi”, “bisogna integrarli”, e “fare uno scambio di culture”, perché “questo toglie la paura”.

Sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI avevano dato alla loro missione una forte accentuazione occidentale. Si erano con costanza richiamati all’Europa e c’era un’evidente prospettiva occidentale, con il nostro continente visto come la culla dei valori occidentali. Bergoglio, invece, ha una visione prettamente sudamericana. Non comprende la crisi europea in cui siamo immersi, addebita ogni responsabilità alle istituzioni politiche, agli stati nazionali, al capitalismo. Nessun’altra strada è contemplata. Elementi che fanno presagire che quella papale sia una lettura prettamente marxista della storia. Francesco è fortemente influenzato dal marxismo. E’ un qualcosa di già visto, soprattutto se pensiamo a quanto si diceva negli anni Settanta del secolo scorso, quando si predicava che il marxismo fosse una costola del cristianesimo. Questo Papa condivide quell’idea. Dopotutto, lo si vede dalle priorità che ha posto in cima alla sua agenda, e cioè i temi della giustizia sociale.

Dio e il cristianesimo in fondo al cassetto, grazie.

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