La Basilicata non può e non deve morire.

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La Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 8 gennaio a firma di Massimo Brancati riportava la notizia che dalla Basilicata solo nel 2018 sono emigrati più di 1700 giovani, nonostante incentivi e bonus.

Portone

Lo spopolamento della nostra Regione è un fatto cronico che tende a peggiorare di anno in anno e allora, partendo dal mio paese, Francavilla sul Sinni, dico a voce alta che la Basilicata non può e non deve morire se, partendo appunto da ogni comune, non stiamo con le mani in mano.

Partiamo da Francavilla. Nel luglio del 1965 venne in vacanza da noi una famiglia francese, la famiglia del prof. Michel Gros. Nel paese c’era un albergo con poche camere e pochi confort, e quindi ai turisti venne indicata una famiglia che poteva concedere una stanza della propria abitazione con relativa pensione completa.

Impiegati, insegnanti, guardie Forestali e Carabinieri, agenti di commercio e tecnici che dovevano prestare la loro opera, dovevano necessariamente da soli o con le famiglie alloggiare in qualche stanza ammobiliata o in un appartamento messo a disposizione dai proprietari.

I quali dovevano ricavare un reddito aggiuntivo a quello magro in loro possesso. Io e alcuni amici miei diventammo la guida dei francesi perché a scuola avevamo studiato quella lingua. Già ero interessato alla politica e quindi immaginavo per il nostro paese e il circondario che ci fosse uno sviluppo legato al turismo, giacché negli anni precedenti si svolse la prima Festa Nazionale della Montagna sul Pollino.

ruderi Certosa di S. Nicola – Francavilla

Così non è stato anche dopo l’istituzione del Parco Regionale del Pollino ricadente nel versante della Regione Basilicata, prima, e del Parco Nazionale dopo, fra le due Regioni confinanti, Basilicata e Calabria. I dati statistici ne danno conferma.

Parto quindi da Francavilla per individuare interventi necessari a sviluppare il nostro turismo locale elencadoli così:

  • recupero del centro storico che attualmente è completamente abbandonato e degradato e messa in sicurezza delle strade urbane con la costruzione di marciapiedi e rotatorie favorendo così la ricezione turistica;
  • realizzazione di un macro attrattore che proponendo la ex teleferica della Segheria Palombaro;
  • invece di trasportare i tronchi di alberi dovrebbe permettere ai turisti di portarsi su Monte Caramola (la nostra bella montagna) in poco tempo godendo di una vista mozzafiato;
  • sistemazione della viabilità rurale;
  • recupero e valorizzazione dei ruderi della Certosa dei monaci certosini;
  • istituzione di un museo dell’artigianato locale, giacché il nostro paese ha avuto ed ha una vocazione artigianale;
  • affidamento in gestione del Centro Turistico del bosco Avena.

Bisogna intervenire anche nel settore agricolo-zootecnico con forti implicazioni di carattere socio sanitario. Nello specifico bisognerebbe sfruttare la legge regionale sull’agricoltura sociale con la costituzione di cooperative agricole avente per finalità, tra l’altro, di creare nuove occasioni per l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati utilizzando i famosi terreni golenali di recupero bloccati da tanti anni e i terreni di montagna del demanio comunale.

Municipio di Francavilla in Sinni

Sviluppare la forestazione produttiva e impiegare i lavoratori forestali che dovrebbero lavorare per tutto l’anno in modo proficuo per la tutela e la salvaguardia del territorio.

Scorcio panoramico di Francavilla

Di tutto ciò se ne dovrebbe far carico l’Amministrazione Comunale con le Associazioni di categorie e non presenti e gli uomini di buona volontà. L’occasione viene data proprio per le prossime elezioni amministrative di primavera. E quindi fondamentale la partecipazione di più liste per la competizione della guida del Comune che mettano nei loro programmi tra le altre cose i punti che ho elencato sopra.

“odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia…”, “ma nessuno o pochi si domandano se avessi fatto anche io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?” così si esprimeva Antonio Gramsci nel numero unico “La Città futura” nel 1917.

A questo punto non mi resta che invitare le forze politiche e le varie associazioni culturali presenti nel paese a far tesoro delle parole di Gramsci attivandosi in occasione delle prossime elezioni amministrative di primavera, affinché noi francavillesi possiamo apprezzare i frutti della nostra democrazia e possiamo invertire la tendenza del declino del nostro paese e della nostra Regione.

One Response to La Basilicata non può e non deve morire.

  1. mario donadio ha detto:

    Bravo ! Continua così,perché per scuotere le menti degli abulici Francavillesi forse non basta nemmeno un sermone al giorno.

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