21 gennaio 1921: la nascita del Partito Comunista Italiano

Tutti i mezzi di comunicazione (giornali, televisione, social, ect) hanno dato grande spazio al centenario della nascita del Partito Comunista Italiano avvenuta a Livorno, dalla scissione del Partito Socialista Italiano.

TESSERe PCI di Antonio Fortunato

Sabato prossimo, infine, in prima visione Ezio Mauro noto giornalista, in prima serata su Rai 3 trasmetterà un documentario di ricostruzione storica: a cento anni dalla nascita del PCI.

In questa ricorrenza cercherò di tracciare in grandi linee come il PCI entrò nella vita sociale e politica della nostra Francavilla.

Antonio Fortunato

Dal rapporto dell’emigrazione a cura del Governo Zanardelli ad opera del Franzoni (1902) leggiamo:

“il villaggio di Francavilla sul Sinni, il quale, per molti mesi dell’anno è completamente segregato da ogni consorzio con il mondo civile, per l’intransitabilità del Sinni, né con gli altri comuni della regione del Pollino, perché la strada rotabile, già progettata, non si costruisce che con estrema lentezza. È un villaggio di 3000 abitanti nella loro totalità agricoltori soggetti alle cause molteplici di disagi. Il Movimento Socialista iniziato, tendente a unire in Lega di residenza i contadini, data l’ignoranza supina di questi, non potrà facilmente produrre utili risultati”.

La situazione socio economica non cambiò per altri decenni e anzi le condizioni di arretratezza si aggravarono sempre di più. Il Fascismo abolì i partiti politici e tutte le forme di libertà; nonostante ciò dopo la nascita del PCI con la venuta dell’elettrotecnico Michelangelo Canonico da Lagonegro (1925), di Mangieri Saverio e Pisani Salvatore intorno agli anni ’30 e il ritorno di ex combattenti della prima guerra mondiale ebbe origine un nucleo antifascista di ispirazione social-comunista.

Manifestazione del 1 maggio a Francavilla

Questo gruppo si formò solidamente con l’arrivo del maestro elementare Vincenzo Torrio antifascista socialista e confinato in Francavilla dal regime fascista. Si allargò con i compagni Cataldi Gennaro, Ciminelli Prospero, Ciminelli Luigi, Vincenzo Console, Ida Babbini (ostetrica comunale proveniente dalla Liguria), Raffaele Maurella, Pietro Di Nubila e altri. Il gruppo operava nella clandestinità con l’ascolto di radio Londra e radio Mosca. Con la caduta del fascismo 25 luglio 1943 le cose incominciarono a cambiare anche da noi.

Infatti a Francavilla, prima e durante il fascismo, le condizioni economiche e sociali dei braccianti agricoli erano in una condizione di miseria. Il compianto maestro Peppino Pangaro ricorda nei suoi appunti che il primo duro scontro tra ricchi e poveri, fra piccoli proprietari di terra e braccianti avvenne nell’autunno del 1943 nell’Ufficio di Collocamento.

Antonio Gramsci

I braccianti alzarono la testa, drizzarono la schiena e chiesero ai possidenti di aumentare la loro paga giornaliera, altrimenti nei campi non tornavano a lavorare. Un anziano, ma forte e coraggioso lavoratore, Felice Mango, condusse la trattativa con fermezza e alla fine i poveri cristi ottennero le loro rivendicazioni. In quella storica ma dimenticata sera nasceva un’era nuova, un’era di libertà che partorì la nascita dei Partiti e Sindacati.

Dopo questo storico evento, infatti, furono aperte la camera del Lavoro e la Sezione del Partito Comunista Italiano per iniziativa di Michelangelo Canonico dipendente della Società Elettrica dei fratelli Viceconte.

Enrico Berlinguer

La sezione Comunista divenne il luogo in cui si formarono politicamente tanti giovani i quali aderirono con convinzione al Partito per i valori che esso rappresentava: giustizia sociale, lotta per il Lavoro e i diritti dei lavoratori, pace e sicurezza nazionale e internazionale. Tra questi ricordo Ciminelli Giuseppe, Ciminelli Nicola, Abitante Policarpo, Piesco Giuseppe, Piesco Prospero, Rocco Mango, Luigi Introcaso, Luigi Febbraio, Cupparo Maurizio, Elisa Cupapro, Anna Placanico, Del Gaudio Alfredo e Giovanni, Antonio Giordano, Messuti Giuseppe, De Mingo Salvatore e De Mingo Antonio, Di Giorgio Vincenzo, Pietro Laviola, Caricati Antonio, Pietro Di Nubila, Stalfieri Emilio, e tanti e tanti compagni che si impegnarono per i diritti dei lavoratori e delle donne per la vittoria al Referendum sulla Repubblica del 1946 e per la conquista dell’Amministrazione comunale.

L’azione determinante ed efficace dei comunisti di Francavilla li portò in un crescente coinvolgimento nella vita politica amministrativa e sociale del paese negli anni futuri che sono stati ampiamente riportati su questo giornale. Se il PCI è diventato il più grande Partito Comunista in Europa occidentale, è stata si opera dei grandi dirigenti: Togliatti, Longo, Berlinguer, Natta e Occhetto, ma un grande merito e un riconoscimento va dato anche ai valorosi compagni di ogni paese e di ogni borgata che hanno lottato ed operato in condizioni molto difficili con lo strapotere della Democrazia Cristiana e della Chiesa. Quindi un grande grazie va ai nostri compagni che ci hanno preceduti che con i loro sacrifici e impegno hanno reso forte e determinante il PCI nel quadro della politica nazionale e internazionale.

Mi corre l’obbligo a questo punto di ringraziare personalmente i tanti compagni e compagne che mi hanno dato fiducia nel dirigere la sezione PCI per molto tempo tra gli anni ‘70/’80 anni e di svolgere incarichi amministrativi. È stato per me un momento determinante per la mia formazione politica, la crescita culturale e umana e l’occasione di tenermi attaccato al paese e di amarlo con tutto il cuore.

One thought on “21 gennaio 1921: la nascita del Partito Comunista Italiano

  1. L’ottimo articolo di Antonio Fortunato, in occasione del centenario della nascita del Pci,avvenuta a Livorno, il 21 gennaio 1921 dalla scissione del Psi, narra con dovizia di particolari come entrò nella vita sociale e politica di Francavilla. Evoca personaggi dell’epoca con nome cognome che si impegnarono per i diritti dei lavoratori.
    La scissione di Livorno ha segnato la storia della sinistra e della democrazia cristiana. Bondriga fu il primo segretario sostituito da Gramsci e successivamente, quest’ultimo, da Togliatti. Dalla scissione di Livorno partì una lunga sfida tra Pci e Psi per l’egemonia della sinistra, mai sanata.

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