Cile 1973: non dimentichiamoci di questo 11 settembre

L’11 settembre del 1973 in Cile fu rovesciato il governo democraticamente eletto presieduto da Salvatore Allende da parte dell’esercito e della polizia nazionale con il sostegno della CIA americana. L’evento che determinò il colpo di stato ha origine dal risultato delle elezioni presidenziali del 1970 che vide prevalere la coalizione di sinistra dell’unità popolare sulla coalizione di centrodestra.

Salvador Allende – Pinochet

Un governo e un presidente socialista eletti democraticamente non furono visti bene da alcuni settori della società cilena e dagli Stati Uniti d’America che esercitarono una pressione diplomatica ed economica sul governo e temettero che l’esperienza cilena potesse estendersi in altri paesi del Sud America.

Il generale Augusto Pinochet guidò il colpo di stato militare e si auto nominò presidente durante la sua dittatura venne attuata una terribile repressione dell’opposizione, che può essere considerata un vero sterminio di massa. Il presidente Allende in questa circostanza fu assassinato barbaramente anche se i militari diffusero la notizia di un suo suicidio per non aggravare la già catastrofica situazione.

E’ doveroso ripetere che il colpo di stato fu appoggiato dagli USA nelle persone di Richard Nixon ed Harry Kissinger, in funzione anticomunista. All’indomani di questa azione antidemocratica ed ingerenza nelle questioni interne di altre nazioni da parte degli americani e per scongiurare che si ripetessero operazioni simili, il segretario del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer, cambiò strategia per arrivare alla partecipazione del governo nazionale: il PCI non poteva governare con il 51% dei consensi perchè le grandi riforme sociali, politiche ed economiche si possono attuare solamente con una larga maggioranza della popolazione.

Da quì lancia la proposta del famoso “compromesso storico” che è una forma di collaborazione tra le forze cattoliche, comuniste e socialiste del nostro Paese. Questa idea maturò nel 1978 con Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, che portò il PCI nell’aerea del governo nazionale dopo i primi governi di unità nazionale che si ebbero dopo la caduta del fascismo.

Ma Aldo Moro fu assassinato per volontà di potenze straniere con lo scopo che le forze progressiste-comuniste dovevano restare sempre fuori dalla sfera governativa. Da giovane comunista nel lontano 1973 condivisi la grande rivoluzione strategica di Berlinguer e cercai come segretario di sezione di Francavilla di riproporla nel nostro comune con i giovani DC dell’epoca in occasione delle elezioni amministrative del 1978 ma senza successo.

Aldo Moro e Enrico Berlinguer

E’ vivo ancora in me il sentimento di sconcerto, di rabbia, di anti americanismo che provai e che investì tutto il mondo democratico per l’azione violenta e antipopolare a cui l’America diede il massimo sostegno. Ricordiamo anche un altro 11 settembre, quello del 2001, in cui si verificò un evento che sconvolse il mondo: l’attentato alle Torri gemelle di New York. Alle vittime innocenti va il nostro riverente pensiero e la ferma condanna per tutte le forme di violenza e di sopruso da qualsiasi parte provengano. Mi viene da dire, senza cattiveria, “perchè tutti quelli che prendono la spada periranno di spada”. (Matteo 26: 52).

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