Recensione di sua Eccellenza Mons. Giuseppe Caiazzo al libro “il Pinocchio che c’è in me”

Olimpia Orioli

Al mio primo risveglio, mi sono sentita illuminata da un radioso raggio di sole, aprendo i messaggi e, fra i tanti, il più luminoso che scalderà i miei giorni futuri e illuminerà i bui e i silenzi del mondo che conta e che incombe sulla mia vita, inesorabile e ingiusto senza dar segni, da infiniti assurdi decenni, di un minimo rigurgito di divina coscienza.

È la recensione di Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Caiazzo sul mio recente libro.

Olimpia Orioli

 

È stato per me come avere un messaggio dal Cielo perché io non dubiti mai dell’AMORE che nutre anche per me. Nel dolore è facile sentirsi abbandonati e si ha bisogno di sentirlo vivo, vero e illuminante:

“Il Pinocchio che c’è in me” di Olimpia Orioli

” Immersi nella storia si cammina, nonostante la fatica quotidiana, guardando verso l’orizzonte dove sorge il sole che irradia di luce il buio di un passato fortemente segnato dal dolore.

E’ un presente di lotta, armata di fiducia e speranza che non muore mai, nonostante momenti di ribellione e di pianto silenzioso.

E mentre forte si alza il grido contro le ingiustizie, nascoste e celate dietro a bugie rivestite di omertà, continua a camminare spedita per dare voce all’assurdo e inumano dolore.

Così, proiettata verso il futuro, sempre vigile e piena di vita armonica capace di sposare il dolore e vincere anche l’impotenza, lascia una scia di luce che al passare illumina i borghi dell’esistenza, soprattutto quelli più bui.

Una storia di legno modellato nelle sembianze di bambino che cresce nell’innocenza e nell’incoscienza dell’età, si appropria di una storia che c’è realmente in ognuno.

Mentre cresce quel naso, frutto di bugie e sensi di colpa, brucia nel fuoco quei piedi per non camminare spedito nella storia, gridando l’inumano dolore che solo una Mamma, ferita ai piedi della croce, capisce quello di un’altra mamma.

E’ una storia vera che parla al cuore di chi sa aprirsi alla lettura, all’ascolto di versi, di sussurri meditativi che come sorsi d’acqua vincono l’arsura di chi vive nel deserto della vita.

don Pino Caiazzo

Grazie, carissima Olimpia, per questo dono che ci ha regalato. Come mamma sta continuando a partorire vita nuova per questa umanità spesso ferita e collocata nell’oblio della paura.

Grazie per l’amore fecondo che riempie i cuori e commuove per la tenacia e forza della vita. Nonostante tutto, abbracciata alla Croce, come Maria, ancora una volta vedo raccogliere il sangue innocente perché la certezza della vittoria sulla morte si trasformi in risurrezione.

“Si può cambiare il mondo cambiando se stessi”

Un affettuoso abbraccio e tanta benedizione

+Don Pino”

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