Acerenza la storia politica della Dc

Anche ad Acerenza, dopo la Guerra, i Movimenti laici del mondo cattolico, sotto lo sguardo e con il prudente sostegno delle gerarchie ecclesiastiche, per contrastare il materialismo comunista, oltre a formare coscienze cristiane contribuirono a sensibilizzare i cattolici all’impegno sociale e politico partecipando all’attività del nascente partito della Democrazia Cristiana. Non un partito dei cattolici e tanto meno della Chiesa ma una forza politica fortemente ispirata ai principi ed ai valori della Dottrina sociale cristiana.

Acerenza – Cattedrale

Furono in tanti a partecipare ma si distinse, in particolare, il maestro Canio Muscio. (Che noi oggi conosciamo per i molti libri scritti su Acerenza ed in particolare sulla sua imponente Cattedrale). Egli già nel 1946 come incaricato diocesano per l’Azione Cattolica ma ancor più negli anni successivi in qualità di Presidente dell’Ufficio Cattolico dell’Educazione ( U.C.E.) nominato da Mons. Michele Gala svolse un’azione di organizzazione e coordinamento di tutti i Movimenti (ASCI-CIF-CIAS-ACLI-Donne cattoliche- Maestri cattolici) nell’intera Diocesi acheruntina tenendosi in stretto contatto con Delegato regionale prof. Giuseppe Tramutoli di Avigliano. (Il Consiglio dell’UCE era così formato: Canio Muscio, Lioi Giuseppe, Polosa Rosina, Lamiranda Aurelio, Di Muro Lucia, Forlenza Andrea e Orlando Nicola).

La figlia Anna (che ringrazio per le informazioni ed i documenti fornitimi tramite lo zio Tonio Boccia) conserva un corposo carteggio e molti atti da cui risulta la partecipazione del laicato cattolico alle campagne elettorali del 1946 e del 1948 a sostegno della DC.


Canio Muscio fu anche Presidente dell’ACLI e uno degli organizzatori della “Crociata del gran perdono e del gran ritorno” in occasione del Giubileo del 1950 ma la sua propensione all’attività nel sociale e nella politica lo portò ad accettare l’incarico di Presidente del Comitato Civico Zonale. (I Comitati Civici furono un’organizzazione costituita da Luigi Gedda -già Presidente dell’Azione Cattolica nazionale- su imput di Papa Pio XII finalizzata alla mobilitazione civico-politica dei cattolici italiani a sostegno della nascente Democraziia Cristiana ed in funzione anticomunista).

 

Nel 1952 il Direttivo Zonale era composto da: Canio Muscio, Lamiranda Canio, Castronuovo Nicola, Polosa Rosina, Di Mare Michele, Calitri Angela Di Pierro Maria). In tale veste il Muscio costituì una vera e propria rete di cattolici impegnati in politica a sostegno della Democrazia Cristiana ad Acerenza e nei Comuni della Diocesi rapportandosi agli organi provinciali e nazionali.

Sicuramente è di valore l’elenco riportato in calce a questo articolo e scritto a mano dal Presidente zonale Muscio comprendente i nomi dei responsabili dei Comitati Civici dei Comuni della Zona.


Dal 1948 e per quasi cinquanta anni ad Acerenza si sono sempre fronteggiati i due più grandi e popolari partiti: la Democrazia Cristiana ed il Partito Comunista. Nel corso degli anni si sono avvicendati alla guida del Comune con una rivalità e con una durezza che nel primo decennio ha rasentato lo scontro fisico. Solo negli anni successivi la rivalità progressivamente si è caratterizzata di una leale competizione ed un reciproco rispetto.

Il primo segretario della DC, fino al 1952, è stato Michele Caramuta, dipendente comunale e segretario anche della CISL.

Il PCI aveva come segretario Antonio Anatrone che era anche segretario della CGIL.

Le prime elezioni amministrative comunali del 1948 furono vinte dalla lista della D.C. e nel quadriennio, fino al 1952, vi fu l’alternanza alla guida del Comune di tre sindaci democristiani : l’avv. Sebastiano Polosa, il sig. Antonio Polosa (possidente terriero) e l’avv. Alfonso Saluzzi. Sul finire della consiliatura avvenne un fatto che provocò una rottura profonda tra gli amministratori comunali democristiani ed il segretario della sezione della DC. (il Comune vendette al Consorzio agrario di Potenza un fabbricato per la realizzazione di uno stabilimento vinicolo. Col ricavato decise di realizzare delle abitazioni per le famiglie che abitavano in detto fabbricato. L’operazione non fu condivisa dal Segretario della sezione D.C . Iniziò una diatriba che nemmeno l’intervento del Prefetto, chiamato a giudicare la legittimità dell’accaduto e confermatola, riuscì a comporre.

Gli assessori comunali Giuseppe Gilio e Canio Grillo furono espulsi dal partito. Questi ricorsero alla segreteria provinciale della DC. Il Comitato Civico dei cattolici si schierò con loro (investendo della questione anche il Comitato Civico nazionale) sostenendo la bontà dell’operato dell’Amministrazione comunale.

Il segretario provinciale avv. Dino Merenda (futuro deputato) prima tentò una mediazione con il dimissionamento del segretario Michele Caramuta e la sostituzione con Aurelio Lamiranda e, poi, visto che la rottura non si sanava e, soprattutto, visto il risultato negativo delle elezioni comunali, fu costretto a sciogliere il Direttivo sezionale e chiudere la sezione del partito).

La divisione tra i democristiani portò alla presentazione di due liste nelle elezioni amministrative tenutesi, subito dopo, nel 1952. A nulla servì anche il tentativo di conciliazione fatto dall’Arcivescocovo Mons. Cavalla. A firma di don Anselmo Saluzzi, del Presidente di Giunta Canio Lamiranda e del Presidente del Comitato Civico Canio Muscio venne indirizzata al dott. Pasquale D’Alessio (cognato del Sindaco ancora in carica avv. Alfonso Saluzzi), l’adesione alla lista “civica” dei cattolici che si contrapponevano alla lista della DC sostenuta dal Caramuta.

Ovviamente tutto ciò portò alla vittoria della lista del PCI e fu eletto Sindaco il piccolo agricoltore Antonio Monaco. Nel 1953 dovevano svolgersi le elezioni politiche. In vista di questo importante appuntamento la sezione della Dc fu riaperta e fu convocata un’Assemblea “aperta” che elesse Segretatio del partito Canio Muscio.

La nuova dirigenza organizzó la campagna elettorale e la Dc, contrariamente a quanto avvenuto nel 1948, vinse le elezioni con circa 200 voti in più del PCI. La prima conseguenza di quel risultato fu la decisione di Emilio Colombo di recarsi ad Acerenza. Significativo è il testo del discorso che svolse Il Segretario Canio Muscio e che è riportato in calce a questo articolo. Alle elezioni amministrative del 1956 fu confermato sindaco Antonio Monaco del PCI ma alle elezioni politiche del 1958 la Dc sia alla Camera che al Senato risultò il primo partito con oltre 200 voti in più rispetto al PCI.

Nel 1960 alle elezioni amministrative con il cambio della guardia alla segreteria sezionale la DC ritornò alla guida del comune con l’alternanza nel quadriennio di due sindaci: il Dr. Pasquale Vosa e poi l’avv. Canio Tiri. Nel 1964 la DC risultò ancora primo partito ed elesse Angelo Lapenna, insegnante elementare, sindaco fino al 1970. Nel 1970 il comune venne ancora conquistato dalla Dc e nel quinquennio si alternarono prima il Dr Giuseppe Agatiello e poi a metà consigliatura il geometra Francesco Benedetto.

Con la segreteria di Saverio Lamiranda nel 1975 a seguito di contrasti interni al partito, la DC perse le elezioni a favore di una lista di sinistra che elesse per la prima volta sindaco un socialista Giuseppe Antonio Famularo.

Dopo la sconfitta furono indette le elezioni della segreteria del partito che elesse il prof. Michele Orlando. Riorganizzato il partito, ricucita la spaccatura del 1975 alle elezioni amministrative del 1980 la Dc riconquistò il comune con Orlando sindaco. A pochi mesi dalle elezioni la nuova amministrazione dovette affrontare il gravissimo problema del sisma del 23 novembre che anche ad Acerenza provocò molti danni.

Nel 1985 segretario Antonio Giordano la Dc si riconfermò al comune con il prof Michele Orlando con un ampio successo. Nel 1990, segretario Saverio Manfredi con capolista il sindaco uscente Orlando la Dc fu inaspettatamente sconfitta da una lista civica che elesse alla carica di sindaco Antonio Gilio. A metà degli anni 90 con lo scioglimento della Dc e l’elezione diretta del sindaco inizia anche ad Acerenza un’altra storia!

Un ringraziamento particolare per aver ricostruito questa bella pagina di storia politica di Acerenza va a Tonino Giordano, ad Anna Muscio ed a Tonio Boccia originario acheruntino per parte di padre.

Boccia è stato dirigente del movimento giovanile, segretario provinciale prima e poi regionale della Dc negli anni 60-90 ed infine Presidente della Regione dal 1990 al 1995.

Tonio, come viene chiamato da tutti gli amici, può essere definito un top- player della Dc lucana: con lui è cresciuta al centro come in periferia un’intera classe dirigente conseguendo per il partito i migliori risultati elettorali e politici ed è rimasto sempre profondamente legato ad Acerenza.

Al suo decisivo impegno si deve la realizzazione del Centro di Riabilitazione Don Gnocchi, voluto e costruito dalla Curia Vescovile, la diga nell’ambito dello schema idrico Basento-Bradano, la strada a scorrimento veloce dalla diga al centro abitato ed alla organizzazione delle celebrazioni dei 900 anni della storica e stupenda cattedrale di Acerenza.

La storia politica della Dc di Acerenza è stata così ricca e plurale, ha prodotto tanta roba grazie soprattutto a quanti hanno contribuito a scriverla con umiltà, sacrifici e grande passione politica

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