Òperë nd’ a ĉhjàzzë, mastrë quàndi në vuójë. Opera in piazza, maestri quanti ne vuoi

Questo detto di Francavilla sul Sinni, sta a significare che qualsiasi cosa si fa al pubblico è soggetta, vuoi o non vuoi, al giudizio di chi assiste. In veste di mastrë ecco alcune mie osservazioni su fatti a cui ho assistito.

L’incontro avvenuto il 1° agosto scorso nella villa comunale a cura della Parrocchia sul tema “Terra Santa, carità per la Chiesa di Gerusalemme tra guerra e Giubileo della Speranza”, ha messo in evidenza l’opera caritatevole immane che la Chiesa Cattolica svolge nella Striscia di Gaza. È un’opera umanitaria rivolta a tutti i cittadini senza distinzione di religione propria perché i cristiani mettono in atto l’insegnamento di Cristo del perdono.

I numerosi presenti alla fine del dibattito che ha suscitato tanto interesse e coinvolgimento, hanno contribuito alla raccolta di denaro in una pentola simbolica da destinare alla Chiesa di Gerusalemme. Sono stati momenti belli di solidarietà per una causa giusta: dar da mangiare agli affamati.
Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo coppieri che gliene versano quando ne vuole, fino a ubriacarlo, accade allora che, se i governanti resistono alle richieste dei sempre più esigenti sudditi, sono chiamati tiranni… (La sete di libertà di Platone).
Siccome i nostri coppieri non vogliono essere considerati tiranni, permettono cose non razionali che sfiorano l’illegalità. Vedi l’accensione dei fuochi d’artificio che si svolgono in tutte le festività religiose e in alcune civili a cui molti cittadini/fedeli ai Santi assistono entusiasti e inebriati dal fragore e dai colori dei vari preparati pirotecnici che si diffondono nel cielo buio e stellato delle notti estive.
Sulla opportunità di non accendere i fuochi d’artificio abbiamo già detto, ma una ulteriore domanda la vorremmo porre ai tanti devoti e non:
-con le migliaia e migliaia di euro che spendiamo ogni anno non potremmo riempire un’altra e poi un’altra e poi un’altra pentola simbolica per le opere umanitarie?
-I Santi sarebbero grati a tutti
Aboliamo questa tradizione se ragioniamo con una buona informazione e un dialogo aperto. I coppieri devono fare questo.
Non sono giudizi o sentenze, ma osservazioni per poter cambiare atteggiamento.

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