Scrive Ernesto Calluori: Ambiente e sviluppo di pari passo

Sentivamo l’esigenza di comunicare e approfondire varie tematiche che ci interessano senza confini precostituiti. In questo caso, il tema è quello del convegno dal titolo “Ambiente e Cancro”.

Ernesto Calluori

La notizia riportava l’opinione espressa da famosi oncologi:

“E’ inutile pensare a provvedimenti contro il fumo di sigarette se, contestualmente non si adottano misure per limitare l’inquinamento provocato nelle grandi città dai tubi di scappamento delle auto ecc. ecc…”.

Infatti, la tutela della qualità dell’aria ha assunto in questi ultimi anni particolare rilevanza per l’insorgere di grave preoccupazione dovuti non solo all’aumento del numero e della concentrazione delle sostanze inquinanti immesse nell’atmosfera, ma soprattutto alla conoscenza più approfondita dei fenomeni di inquinamento atmosferico e di taluni effetti ad essi collegati.

Non vi è alcun dubbio: la salute è il primo dei diritti dei cittadini da cui dipendono lo sviluppo della personalità, la capacità di lavoro, la partecipazione al progresso della comunità. L’acqua, l’aria e la terra sono fonti primarie dell’attività dell’uomo e della vita stessa. L’esigenza di tutela e salvaguardia dell’ambiente non può essere tuttavia usata per imporre impossibili nostalgie di modelli economici e sociali non più coerenti con la realtà e le prospettive del Paese.

Ambiente e sviluppo non sono termini antitetici: sono fattori che devono coesistere ed agire insieme per migliorare la qualità della vita. La riconosciuta gravità degli attuali problemi ambientali, i cui effetti diventano sempre più tangibili nella vita quotidiana, esige che si cominci a intervenire e modificare laddove sia possibile. Se tanto difficile appare l’intervento dall’alto, è senza dubbio possibile cominciare a fare qualcosa partendo dal basso.

E’ dalla gente comune, che paga quotidianamente i costi di un inquinamento sempre più intollerabile, che deve salire al governo la richiesta del cambiamento e che il problema ambientale richiede. Abbiamo bisogno di un ampliamento della rete autostradale e ferroviaria; bisogno di ingrandire i nostri porti nonché di assicurare adeguate fonti energetiche. Tutto questo non deve essere posto a carico dell’ambiente, ma costituire sinergie che consentano alle grandi opere di modernizzazione di influenzare positivamente l’ambiente, recuperando spazi e aprendo possibilità di risorse oggi inutilizzate.

Ciò è possibile se si solleciterà la ricerca scientifica, se si agevoleranno le tecnologie pulite, se le pubbliche amministrazioni si imporranno comportamenti adeguati, chiedendo alla comunità di trasformare le proprie esigenze di un miglioramento ambientale in atteggiamento coerente. L’uomo ha costruito la sua civiltà domando la natura ma sconvolgendo gli giusti equilibri. Se si vuole che le grandi risorse naturali tornino ad aiutarci per ulteriori traguardi di sviluppo, dobbiamo invertire la rotta.

Già pubblicato dall’Avanti on line

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