La Tela di Penelope: al governo del Paese, di una Regione o di un Comune non giova.

Nell’Odissea si narra che Penelope, la moglie di Ulisse, per non addivenire a nuove nozze, stante la prolungata assenza dalla Patria Itaca del marito Ulisse, aveva condizionato la scelta del pretendente all’ultimazione di quello che avrebbe dovuto essere il lenzuolo funebre del suocero Laerte.

villa comunale, edificio Scuole Primarie
villa comunale, edificio Scuole Primarie

Per evitare che ciò succedesse, la notte disfaceva la tela che aveva tessuto durante il giorno. Ebbene, questo stratagemma che è stato molto utile per Penelope, da qualche decennio viene applicato dai Governi nazionali e locali quando subentrano a quelli precedenti.

Non voglio andare molto indietro nella storia, parto subito dal nuovo Governo Meloni che legittimamente è stato votato dalla parte di italiani che, per una brutta legge elettorale, è risultato maggioranza nel Parlamento italiano. Nella proposta di Legge Finanziaria 2023, è stato cambiato il tetto ai contanti, da 1000€ si è passati a 5000€, favorendo così l’evasione fiscale e il riciclaggio dei soldi in nero; è stato rimodulato il Reddito di Cittadinanza, il Super bonus 110 efficientamento energetico ed è stata introdotta la tassa piatta per i redditi delle Partite Iva superiori a 85.000€.

scorcio della Villa Comunale di Francavilla in Sinni

Qualche miliardo così recuperato è stato assegnato al Cuneo Fiscale per gli industriali. Ci troviamo difronte al Robin Hood al contrario. Non vado oltre. La stessa cosa succede ai governi locali. Gli amministratori nel nostro comune Francavilla sul Sinni hanno operato nello stesso senso determinando senza dubbio un grande danno alla comunità. Facciamo qualche esempio. Un finanziamento del Parco Regionale del Pollino negli anni ’80 per il recupero dei laghi Erba e Pesce del monte Caramola è stato dirottato per rifare la recinzione della villa comunale con “le ringhiere alla cilena”. Sempre in quel periodo dopo aver avviato la realizzazione di una Casa di Riposo costruendo il rustico dell’edificio, le altre amministrazioni che si sono succedute hanno abbandonato al suo destino l’edificio e nell’ultimo decennio ne hanno cambiato la destinazione d’uso privando la nostra popolazione di un servizio sociale essenziale e opportunità di crescita economica e civile.

Villa Comunale

La zona artigianale prevista e finanziata sempre negli anni ’80 è stata realizzata (non parliamo come!) e assegnata dopo una trentina di anni con il grave danno economico per il settore produttivo locale per eccellenza, l’artigianato. Il mutuo contratto dal comune per un importo di 500.000.000 di lire nel 2000 per realizzare un’opera prioritaria e indifferibile nelle strade comunali più importanti, i marciapiedi, è stato dirottato per un altro intervento nella villa comunale che prevedeva la costruzione di un capannone di bocce e un nuovo parco giochi in erba sintetica. Non contenti di questo capannone gli attuali amministratori hanno intenzione di allungarlo disattendendo così le finalità per cui hanno visto assegnarsi il finanziamento da parte della Regione Basilicata. L’edificio delle Scuole Medie oltre ad essere ubicato in una zona sbagliata, non è stato mai completato secondo il progetto iniziale che prevedeva una palestra e l’abitazione del custode. Eppure sono trascorsi circa cinquant’anni da quanto è in funzione, ma in questi anni il suolo di pertinenza scolastica è stato occupato da campetti sportivi su cui tutte le amministrazioni continuano ad intervenire con ingenti finanziamenti-mutui senza che ci sia una fruizione adeguata. Faccio mio l’invito dell’arch. Enza De salvo da come risulta dal commento al post facebook del Comune “riqualificazione villa comunale”.

“Penso che ognuno di noi, nessuno escluso, avrebbe bisogno di una vivibilità del paese che non si fermi alla sola qualità dello spazio della Villa Comunale, ma che guardi a tutto il territorio, ai suoi beni e soprattutto alle dinamiche sociali che da un nuovo approccio potrebbero uscirne migliorate”.

Se la Basilicata dal terremoto del 1980 a oggi ha mandato via 70 mila suoi figli lo dobbiamo a questo tipo di politica che si fa in molti Comuni. Occorre un cambiamento di passo, altrimenti i nostri paeselli e l’intera Regione scompariranno.

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