Ernesto Calluori
Alla tre giorni di incontri alla festa dell’Avanti a Bologna sono stati affrontati tematiche di vario interesse. Il dibattito dal titolo “Prepariamo il futuro. Scuola presidio di unità e giustizia sociale” che ho seguito con particolare interesse per gli interventi moderati che si sono succeduti, sono emersi diverse priorità.
Infatti, l’accento è stato posto soprattutto sul precariato, sul salario del personale scolastico e sulle infrastrutture spesso fatiscenti nonostante i fondi stanziati durante il Covid. Centrale rimane la formazione dei docenti che deve essere obbligatoria all’interno dell’orario di servizio.
Gli interventi hanno ribadito l’importanza di sostenere i giovani alla formazione degli strumenti necessari a realizzare nella società le proprie aspirazioni. Gli oratori, all’unisono, hanno convenuto di bloccare la regionalizzazione dell’istruzione pubblica per evitare una parcellizzazione culturale nel Paese. Al termine dei tre giorni è stata presentata una risoluzione che prevede il potenziamento dei fondi per l’acquisto dei testi scolastici e, inoltre, la trasformazione degli edifici pubblici abbandonati in studentati. Se è vero, come è vero che l’istruzione è un diritto universale, deve poter essere gratuita per tutti.

