In ricordo del caro Luigino Viceconte

In ricordo del caro Luigino Viceconte, scomparso questa mattina nell’Ospedale di Lagonegro all’età di 75 anni. Le esequie si svolgeranno domani 13 agosto nella Chiesa Madre di Francavilla in Sinni alle ore 11,00.

Luigi Viceconte

Riproponiamo un commento di qualche anno fa scritto in occasione della pubblicazione de “Il Dizionario Dialettale”, l’opera in cui Luigino ha espresso, con autorevolezza e sapienza, tutto l’amore per la nostra terra.

Un Dizionario dialettale a Francavilla

 

!“Un atto di amore verso Francavilla e i francavillesi”; con queste parole Luigi Viceconte conclude la prefazione al suo Dizionario dialettale di Francavilla sul Sinni. Un’opera originale e composita che va dalla grammatica al dizionario, dai proverbi alle favole, con un cenno alle origini del paese, per concludersi con una galleria fotografica lunga un secolo.

Il Dizionario esprime il desiderio di strutturare il dialetto locale e di ordinarne le sue evoluzioni, partendo dalle origini, da quei numerosi lemmi derivanti dal greco, dal latino e dall’arabo, sino ad arrivare alle modifiche intervenute nel corso dei secoli, conseguenza delle numerose dominazioni straniere (Longobardi, Saraceni, Goti, Spagnoli ecc.); ma esprime anche la necessità e l’urgenza di codificarlo, per tramandarlo alle generazioni future.

In maniera più velata, si intravede il timore dell’autore di una possibile, graduale perdita del patrimonio culturale consolidatosi nei secoli.
È piacevole leggere (all’inizio non è facile) le esilaranti fiabe ( ‘u lupe e la gurp’), i proverbi, frutto di saggezza popolare, il vocabolario, andando alla ricerca di parole e di termini di uso comune per scoprire che il significato è diverso da quello comunemente attribuito.

Ma è anche un richiamo alla memoria, un ponte tra la secolare civiltà contadina, che ha lambito la vita dei nostri genitori, e l’attuale villaggio globale, in cui le distanze si assottigliano, i costumi, gli stili di vita e gli strumenti di comunicazione tendono a omologarsi.

Certo, non si configura come un canonico libro di storia, ma la galleria fotografica rappresenta un raro patrimonio storico della nostra civiltà.
E’ ricca di immagini dell’800 e del secolo scorso: le strade fangose, le case basse e piccole, il municipio ricostruito, il popolo in processione, i matrimoni, le feste di paese, le immagini di vita quotidiana, come suonare la fisarmonica nel corso del paese, per trascorrere allegramente e in compagnia un momento d’ozio.

Quanto di quel patrimonio di conoscenze, di sofferenza, di felicità si è tramandato fino a noi?
L’autore invita a riflettere sul valore della lingua, quale segno distintivo e identificativo di una comunità, e ci ricorda che anche per un piccolo paese “la storia è emula del tempo, archivio delle azioni, testimone del passato, esempio e ammonizione del presente, consiglio dell’avvenire”.

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